
Tapparle la bocca non serve.
Zittirla, tagliarle la lingua a pezzetti, strapparle le corde vocali a mani nude.
Stara’ in silenzio per un po’.
Ferita, annientata, muta.
Ti illuderai di aver sepolto finalmente quella fastidiosa anima indomita dentro di lei.
Finalmente esulterai. Ti guarderai allo specchio alla mattina, col rasoio in mano, e ti dirai che finalmente ora lei è come la volevi: pacifica, mansueta, obbediente.
E potrai goderti la bellezza della sua imago esteriore.
Potrai bearti dei suoi capelli, masticare le sue belle labbra, riempire la sua carne.
Ma l’Anima è come lievito madre… al caldo e al buio cresce, si nutre di aria e si gonfia, si espande…
E alla fine spacca i sigilli del silenzio e della schiavitù.
E alla fine straborda e esonda e alza la testa.
E avrai una donna che canta.
Ma non avrai più orecchie per ascoltarla.
Libera, felice. Nuova.
E quando l’umiliazione di quel canto sarà insostenibile e ti guarderai allo specchio, una mattina, furibondo e umiliato, con la pistola in mano, ricordati che ci uniremo, e ascolterai la voce indomita di una, cento, mille donne unite e libere.
Avrai milioni di donne che cantano in faccia alla tua pistola.
Ma non hai mai avuto orecchie per ascoltarle.
“Rosso Pistacchio” è la rubrica di Marzia Pistacchio, che ama definirsi “una truccatrice struccata”. Ogni martedì uno spazio al femminile dal taglio volutamente “leggero” in cui parlare a 360 gradi di tutto ciò che ruota intorno alle donne. In salsa savonese, naturalmente. Clicca qui per leggere tutti gli articoli