Alassio. Solo una manciata di giorni fa, per lui è arrivata la 31esima assoluzione. Un record. Che però si è interrotto bruscamente e nel peggiore dei modi quest’oggi, a Genova, con la condanna nel processo “Spese pazze” a 2 anni, 11 mesi e 15 giorni.
Per Marco Melgrati, che doveva rispondere all’accusa di peculato, in seguito alla condanna in primo grado decisa dal tribunale genovese, è scattata la temuta Legge Severino, che si applica agli amministratori condannati per reati come il peculato o il 316 ter del codice penale.
Melgrati è quindi sospeso dalla carica di primo cittadino della Città del Muretto per 18 mesi, lasciando momentaneamente il posto al suo vice, Angelo Galtieri. Ma non è finita qui perché in caso di conferma della condanna da parte della Corte di Appello la sospensione si allungherebbe di altri 12 mesi, con conseguente decadenza dell’intera giunta comunale e nuove elezioni nel caso di nuova conferma della condanna da parte della Cassazione.
I consiglieri regionali coinvolti, secondo l’accusa, si sarebbero “fatti rimborsare con soldi pubblici, spacciandoli per spese istituzionali, cene, viaggi, gite al luna park, birre, gratta e vinci, ostriche, fiori e biscottini”. In alcuni casi, sempre secondo l’accusa, “venivano consegnate ricevute che erano state dimenticate da ignari avventori. In altri venivano modificati gli importi a mano. Le pezze giustificative, molto spesso, si riferivano a periodi festivi: Natale, Capodanno, Pasqua e Pasquetta, 25 aprile e Primo Maggio”.
Sopra, le dichiarazioni spontanee rese dallo stesso Melgrati al Tribunale di Genova per spiegare la sua posizione. Giustificazioni che, unite alla difesa del suo storico legale Franco Vazio, questa volta, per la prima volta, non sono state però sufficienti a convincere il tribunale genovese.