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Le Grotte di Borgio Verezzi, le più colorate d’Italia

"Stile Savonese" è la rubrica di moda, bellezza e lifestyle di IVG, a cura di Maria Gramaglia

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Le Grotte di Borgio Verezzi, le più colorate d’Italia
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Borgio Verezzi. Oggi vi porto a fare un giro speciale al centro della terra. Vi porto nelle grotte più colorate d’Italia: le Grotte di Borgio Verezzi. Pensate che, secondo la classifica di Hundredrooms fatta nel 2017, le Grotte di Borgio Verezzi sono tra le più belle in Europa, annoverate tra le “imperdibili” per appassionati e non.

Ho vissuto i miei primissimi anni di vita a Borgio Verezzi e lì ho frequentato alcuni anni della scuola elementare. La visita alle Grotte di Borgio Verezzi era un “MUST” di ogni anno accademico.

Ricordo all’ingresso un pavone e tutti noi bambini speravamo sempre di vedere lo spettacolo della coda che fa la ruota e che mostrava l’animale in tutta la sua bellezza, con grande compiacimento del soggetto, che però si concedeva con una certa riluttanza. Ma quando faceva la ruota, era meraviglia e quei colori nella coda del pavone non erano che il preludio di ciò che ci aspettava all’interno della cavità. Quanto stupore!

Le Grotte di Borgio Verezzi custodiscono stupendi laghetti dalle acque trasparenti e meravigliose concrezioni variopinte che formano un meraviglioso paesaggio nascosto nel sottosuolo, che si è creato grazie allo scorrere dell’acqua che nel corso dei millenni si è infiltrata, ha eroso e depositato materiale di varia natura dando origine a formazioni spettacolari e suggestive.

Si tratta di una scoperta abbastanza recente, soltanto nel 1933, anche se gli abitanti del luogo erano consapevoli della presenza di cavità, così come di alcuni strani fenomeni ad esse collegati.

Quali? Le acque del Rio Battorezza sembravano essere inghiottite in diversi tratti del suo corso, anche se ciò non impediva al torrente di uscire periodicamente dall’alveo per devastare i campi circostanti.

Poi c’era il lago, sul fondo della quasi mitica grotta cui si accede dal pavimento della chiesa di S. Pietro, ed in ultimo il Roggetto: un torrentello che sgorga da una frattura, giusto ai piedi dell’abitato di Borgio Verezzi.

Benchè verso la fine degli anni venti il Podestà Giacomo Staricco avesse deciso di intervenire nell’intento di intercettare una condotta sotterranea che servisse da sfogo alle troppo rovinose alluvioni, i lavori di scavo ad un certo punto non poterono proseguire per insufficienza di risorse economiche.

All’inizio degli anni Trenta l’ennesima alluvione permise all’acqua penetrata nel pozzo di sfondare un sottile diaframma di roccia, scomparendo nel sottosuolo.
Lillo, Tito e Valentino, tre ragazzini di Borgio, seguendo la via dell’acqua, nel 1933 entrarono nella prima sala di una nuova grotta e scrissero col fumo delle candele la data e i loro nomi.

Una scoperta straordinaria di cui però non ci fu consapevolezza.

Solo nel 1951 infatti un Gruppo Speleologico Ingauno, guidato da Giovanni Dentella, esplorò con attenzione la grotta, trovando un complesso di sale e gallerie che si snoda per alcuni chilometri al di sotto dell’abitato di Borgio.

Colpito dalla straordinaria bellezza di quel mondo sotterraneo, Dentella ideò e realizzò il percorso turistico inaugurato nel 1970, che si snoda per circa 800 metri all’interno di grandi sale, tra enormi blocchi staccatisi dalla volta in ere remote. Una moltitudine di concrezioni di ogni forma: dalle cannule , esili e quasi trasparenti, ai drappi , sottili come lenzuoli, alle grandi colonne che sembrano sostenere la volta fino alle stalattiti eccentriche, che sfidano la forza di gravità sviluppandosi in tutte le direzioni.

Ancora oggi, quando si verificano precipitazioni di forte intensità, il Rio Battorezza scompare all’interno del pozzo per raggiungere i numerosi laghi presenti sul fondo della grotta e queste acque immobili e trasparenti costituiscono una delle maggiori attrattive del percorso turistico.
Una meraviglia su ogni fronte, con mille sfumature diverse di bianco, giallo e rosso che originano dalla presenza di svariati minerali e che ne fanno le grotte più colorate d’Italia, tra le più belle in Europa.

Le Grotte di Borgio Verezzi testimoniano inoltre l’alternanza tra periodi glaciali e non che ha caratterizzato gli ultimi due milioni di anni di vita del nostro pianeta. Vi furono trovati infatti reperti ossei di animali, databili tra i 500.000 e i 750.000 anni fa, adatti alla vita nei climi caldi, come rinoceronte, elefante, tigre, coccodrillo, macaco e tartaruga, e climi freddi, quali orso, mammut, cervo, stambecco e cavallo.

Un’altra splendida risorsa di valore naturalistico e socio-culturale che il nostro territorio mette a disposizione dei viaggiatori, ma anche per noi, che abitiamo proprio qui, a due passi da bellezze uniche.

(Foto da Casa Rosa dei Venti Tovo San Giacomo via Facebook).

“Stile Savonese” è la rubrica di moda, bellezza e lifestyle di IVG, a cura di Maria Gramaglia. Ogni settimana una passeggiata tra le vetrine dei negozi della nostra provincia, a caccia di novità: un “viaggio” tra le tendenze savonesi a livello di moda, bellezza o arredamento, ma anche tra proposte come gite, corsi o spettacoli a teatro. Clicca qui per leggere tutti gli articoli

Federico De Rossi
14 Aprile 2019 alle 14:31
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