
Dopo la mancata qualificazione all’ultimo mondiale che si è disputato in Russia, la nostra nazionale ha, con ogni probabilità, toccato il punto più basso della propria storia, recente e non. La terribile gestione dello spogliatoio da parte del ct Ventura raccontata anche da Sport Mediaset, le carenze strutturali di una rosa che non è mai riuscita a conquistare il cuore dei tifosi e la scarsa qualità nelle zone nevralgiche del campo, sono stati solo alcuni dei fattori che hanno determinato il fallimento azzurro. A Roberto Mancini è stato quindi riservato l’ingrato compito di ricostruire sulle macerie un progetto che potesse durare negli anni e potesse riuscire a riportare, nel più breve tempo possibile, la nazionale italiana sui palcoscenici che le competono di diritto.
I giovani: il vero motore della nuova Italia
La prima mossa del tecnico di Jesi è stata quella di puntare con coraggio, forza e convinzione sui giovani che negli ultimi anni sono riusciti a ritagliarsi un ruolo sempre più importante nei propri club. Barella, Kean, Politano, Chiesa, Bernardeschi, Zaniolo, Mancini, Romagnoli, Donnarumma, nelle ultime stagioni hanno compiuto un netto salto di qualità e si stanno consacrando come calciatori di valore assoluto, già fatti e finiti. Non è un caso, pertanto, che nelle ultime due uscite della nazionale maggiore siano giunte due vittorie, convincenti, contro Finlandia e Liechtenstein che, complice anche il pareggio tra Bosnia e Grecia, hanno già proiettato gli azzurri al primo posto nel girone di qualificazione. L’Italia, pertanto, dando anche uno sguardo alle quote Betfair, è l’assoluta favorita per la vittoria del proprio girone ed i tifosi possono finalmente sognare il ritorno nel calcio che conta. L’impressione è che finalmente il vento stia cambiando e che, forse, il futuro della nazionale sia più roseo di quanto potessimo immaginare sino a solo qualche mese fa.
Tutto passa dall’atteggiamento
A Roberto Mancini va riconosciuto l’indubbio merito di aver saputo ridare, in pochissimo tempo, fiducia ad un ambiente che, inevitabilmente, dopo la doppia sfida contro la Svezia era caduto in uno stato di profonda tristezza e “depressione”. Uscire da una situazione così complicata sarebbe stato difficile per chiunque ma Mancini, probabilmente anche grazie alla sua pregressa esperienza in campo internazionale, prima sulla panchina dell’Inter e poi su quella del Manchester City, ha saputo gestire il momento difficile, mettendo tutti i calciatori a propria disposizione in condizione di rendere al meglio. Sono così tornati il bel gioco, l’intensità in fase di pressing, la sicurezza nelle giocate dei singoli, la solidità in fase difensiva e, soprattutto, la determinazione e la consapevolezza nei propri mezzi. Il ritorno di Fabio Quagliarella in azzurro, condito da una doppietta su rigore, ha dato ulteriore fiducia a tutto l’ambiente, consapevole di poter contare, finalmente, anche sui goal del bomber campano, attuale leader della classifica marcatori di Serie A.
L’Italia, come la Fenice, sembra essere rinata dalle proprie ceneri e l’impressione è che questo nuovo corso targato Mancini, grazie al fondamentale apporto dei tanti giovani in squadra, possa riservare grandi soddisfazioni a tutti i tifosi e a tutto il movimento calcistico italiano.