
Savona. Era il 17 gennaio 2019 quando il sindaco di Savona, Ilaria Caprioglio, commentava così, sulla sua pagina Facebook, un articolo dedicato ai pregevoli pezzi ceramici da poco sistemati nel verde di Piazza Saffi: “Le sculture dell’artista Paolo Anselmo in piazza Saffi stanno davvero bene. Sarebbe bello creare altri Giardini d’Autore in città. Cosa ne pensate?”. Noi di IVG siamo andati a curiosare tra i commenti dei Savonesi.

In linea di massima, le risposte sono entusiastiche: alla città l’iniziativa è piaciuta e vorrebbe che fosse reiterata. Alcuni si sono limitati a postare l’emoji del pollice alzato, ma la maggior parte ha affidato la propria approvazione a un commento più articolato: “Bellissima idea per rallegrare la città”, scrive Grazy. “Potrebbe essere l’inizio di un museo / galleria artistica all’aperto!”, aggiunge Giovanni. Silvana, con una vena leggermente più polemica, fa notare, da parte sua, come si tratti di “gradevolissime sculture in una città piena di spazzatura”.
Anche Danila condivide l’idea di Savona–museo a cielo aperto, “magari con una trama… un racconto poetico”, mentre Raffaella esordisce con un “Anche i giardini di Piazza del Popolo vogliono diventare d’Autore!”, candidando dunque quest’area quale sede di un eventuale prossimo tentativo di portare l’arte fuori dai tradizionali musei.
A dire il vero, l’iniziativa di Piazza Saffi non è la prima in città: basti pensare al parco dinanzi al Priamar, che, come ricorda Silvano, è l’angolo di Savona più fotografato dai turisti. E’ quindi presumibile che, se venissero creati altri Giardini d’Autore, magari collegati da un percorso ad hoc, da una sorta di filo di Arianna teso tra le opere esposte qua e là, i visitatori non mancherebbero.
La stessa “Piazza delle Palme”, poi, nel 2011, ospitò per qualche tempo gli animali fantastici, fatti di copertoni e vecchie parti meccaniche, dell’artista belga Serge van de Put (clicca qui per l’articolo).

L’idea, però, non ebbe alcun seguito, almeno fino al dicembre scorso, quando gli animali, questa volta in ceramica, di Paolo Anselmo, sono tornati all’ombra dei palmizi. Tra i commenti postati sotto la domanda del sindaco, alcuni esprimono timore per “i vandali e le poche telecamere”. Certo, un minimo di apprensione si prova pensando a opere d’arte apparentemente esposte a potenziali furti o sfregi, specie nelle ore notturne, ma è un fatto che si può facilmente risolvere come si è fatto in Piazza Saffi, ossia installando opportuni sistemi di allarme e di sorveglianza.
Diversi savonesi, nell’auspicare una proliferazione dei Giardini d’Autore, che darebbero lustro alla “città della ceramica e dei papi”, hanno invitato il sindaco a prendere in considerazione il nome di un grande scultore marmista savonese, Cesare Crugni, che pochi conoscono, nonostante la fama conseguita in Italia e all’estero con le sue scultore (nella foto, risalente al 1991, l’artista illustra un suo lavoro all’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga).

“A Savona siamo troppo provinciali – dice Alberto – L’ho conosciuto anch’io e ho potuto vedere, tra le altre cose, una lettera di ringraziamenti di Mattarella dal Quirinale e un’altra proveniente dall’Eliseo”. Come a dire: è possibile che una città non renda onore neppure ai propri artisti? che non sappia sfruttare le proprie carte e liberarsi, una volta per tutte, dal suo provincialismo?
Nato a Savona (dove tuttora vive e lavora) nel 1937, Cesare è stato l’inventore della “scultomaieutica”, un modo di esprimere l’arte attraverso una particolare tecnica che consente di scolpire all’interno: il blocco di marmo, lasciato al naturale esternamente, viene lavorato dentro e la scultura vera e propria risulta visibile attraverso fori e fessure aperti nel blocco stesso.
In definitiva, il Giardino d’Autore di Piazza Saffi è piaciuto a tal punto che i savonesi ne vorrebbero veder realizzati altri quanto prima. Chissà che l’amministrazione Caprioglio, raccogliendo l’entusiasmo e i suggerimenti giunti dai suoi concittadini, non decida di allestire nuovi “spettacoli a cielo aperto”: in fondo il materiale per nuovi progetti del genere non manca, ed è proprio “in casa nostra”…