
Regione. Questa mattina la capogruppo del M5S in consiglio regionale Alice Salvatore ha presentato un’interpellanza sullo stanziamento di 27 milioni di euro alla mobilità passiva.
Nel documento, Salvatore ha chiesto alla giunta i motivi per cui, a fronte di una voce di spesa di 60 milioni di euro per la sanità ligure presente nella variazione di bilancio di ottobre 2018, circa metà della spesa sia destinata alla mobilità passiva e perché la giunta non ha preferito investire sul personale nelle strutture esistenti, potenziando l’offerta e “creando poli di eccellenza per ridurre le fughe. Salvatore ha rilevato che nell’ambito della spesa sanitaria regionale vengono destinati 27 milioni di euro alla mobilità passiva”.
La portavoce, in apertura di interpellanza a risposta immediata, ha infatti ricordato all’assessore competente che “nei piani dell’offerta socio sanitaria è chiaramente enunciato l’obiettivo di ridurre la mobilità passiva ligure. Come? Attraverso una riorganizzazione del sistema con una migliore offerta tecnica e un coordinamento tra le specialità, unita a una crescita dell’offerta dei servizi assistenziali di cui ha bisogno il cittadino”.
Parimenti, Salvatore ha ricordato che “in una recente dichiarazione fu la stessa Viale a esprimere la volontà della giunta di ridurre la mobilità passiva ligure, ‘visti i dati relativi alle fughe dalla regione Liguria, un cittadino ligure è disposto a fare chilometri per farsi curare bene: è insomma dovere delle istituzioni fare in modo che il cittadino ligure trovi la buona sanità nella sua regione e non debba andare in Piemonte, Lombardia o Toscana’. Potenziando l’offerta sociosanitaria, creando come era nelle stesse intenzioni della Giunta una rete assistenziale efficiente, potremmo ridurre la fuga di pazienti. Ma allora perché destinare quasi la metà dei 60 milioni di euro previsti per la sanità ligure alla mobilità passiva? Perché non si preferisce invece fare un investimento sul personale nelle strutture esistenti, cronicamente sotto organico, potenziando l’offerta e creando poli di eccellenza per ridurre le fughe?”
L’assessore alla sanità Sonia Viale ha spiegato: “Il processo di riforma che abbiamo avviato e la creazione di ALiSa hanno fra gli obbiettivi primari proprio la riduzione e l’azzeramento progressivo della mobilità passiva”. Viale ha, quindi, illustrato la nuova organizzazione dipartimentale, che “ha dato risultati positivi evidenziando una riduzione della mobilità passiva”. “Per quanto riguarda i 60 milioni di spesa – ha concluso – stiamo lavorando oggi per incidere su questa voce, ma sono voci di spesa governate e compensate con altre Regioni e, quindi, non possiamo sottrarci al pagamento”.
Insoddisfatta della risposta ricevuta in aula dall’assessore competente, perché ritenuta parziale e troppo evasiva, la capogruppo regionale auspica che sia invece esaustiva e che i dati completi siano contenuti nell’Interrogazione a risposta scritta, avente sempre come oggetto la mobilità passiva ligure, in scadenza il prossimo gennaio. “Nell’Irs ci auguriamo di ricevere tutto il dettaglio della spesa per la mobilità passiva in Liguria, fenomeno che, lo ricordiamo, resta un problema molto grave che pesa sul bilancio della nostra sanità”.
“La sanità ligure la paghiamo noi liguri: se i pazienti fuggono in altre Regioni, portandosi via una fetta consistente dei nostri fondi, ci perdiamo tutti”.