
Savona. Per analizzare e denunciare l’entità e le conseguenze dei fenomeni criminali sull’economia reale e sulle imprese, Confcommercio organizza a novembre la Giornata di mobilitazione nazionale “Legalità, mi piace!”, che si è svolta quest’oggi, con inizio alle 11,30.
“I fenomeni illegali come contraffazione, abusivismo, estorsioni, usura, infiltrazioni della criminalità organizzata, furti, rapine, taccheggio, – hanno fatto sapere da Confcommercio, – incidono sul corretto funzionamento del mercato in quanto falsano il gioco della concorrenza, comportano la perdita di fiducia degli operatori e la diminuzione degli investimenti”.
“Questi fenomeni impattano pesantemente sul sistema economico-sociale in quanto determinano la chiusura di imprese oneste e la perdita di posti di lavoro, colpiscono la tutela dei consumatori, la sanità e la sicurezza pubblica, causano un danno d’immagine all’intero paese”.
“Più specificamente, tali fenomeni determinano: un danno economico per le imprese in termini di mancate vendite, riduzione del fatturato, perdita di immagine e di credibilità, abbassamento degli standard qualitativi, etc. Queste, infatti, si vedono usurpare una notevole fetta di mercato a causa del regime di concorrenza sleale generato dai prezzi ridotti dei prodotti contraffatti e/o piratati o dei servizi offerti dai circuiti abusivi di vendita o di esercizio delle professioni”.
“Ma arrecano danno anche al mercato consistente nell’alterazione delle regole del gioco, a svantaggio degli imprenditori onesti penalizzati del comportamento di operatori che agendo nell’illegalità godono di vantaggi competitivi indebiti basati sui minori costi di produzione (per la contraffazione) e di gestione (per le varie forme di abusivismo) dovuti al mancato rispetto di leggi, regole ed adempimenti”.
“Sono danno e/o un pericolo per il consumatore finale poiché, ad esempio, le merci contraffatte o l’esercizio abusivo di una professione possono mettere in serio e reale pericolo la salute del consumatore o minacciare la sua sicurezza, specie in alcuni settori come quello cosmetico e farmaceutico, automobilistico, dei giocattoli e l’alimentare”.
“Sono un danno sociale connesso all’impatto sul mondo del lavoro e l’occupazione, sia direttamente, dato che i circuiti illegali si avvalgono spesso di sfruttamento di soggetti deboli (disoccupati o, prevalentemente, migranti irregolari) assoldati attraverso un vero e proprio racket del lavoro nero, con evasioni contributive e senza coperture assicurative, sia indirettamente per la perdita di posti di lavoro nelle imprese messe in crisi se non addirittura espulse dal mercato da abusivismo e contraffazione”.
“Sono un danno alle casse dello Stato causato da evasione contributiva e fiscale, dall’Iva alle imposte sui redditi e sono un danno alla legalità anche per il re-investimento o il riciclaggio dei profitti ricavati da attività illecite in altrettanto proficue attività delittuose (droga, armi, etc.) da parte di organizzazioni malavitose o viceversa”, hanno concluso.
Da alcuni anni, inoltre, Confcommercio-Imprese per l’Italia realizza, con il supporto di GfK Italia, un’indagine sulla criminalità che colpisce le imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti. Confcommercio-Imprese per l’Italia ha voluto replicare l’indagine anche nel 2018, così da disporre di informazioni aggiornate sui fenomeni di criminalità.
Questi i temi trattati dall’indagine: la percezione sull’andamento della criminalità (con particolare riferimento a estorsioni, usura, furti, rapine, contraffazione e abusivismo); l’esperienza di minacce/intimidazioni per finalità di estorsione, indiretta e diretta; la natura delle minacce/intimidazioni; le risposte alle richieste estorsive; le misure di prevenzione e tutela adottate; le iniziative ritenute più efficaci per la sicurezza delle imprese; le percezioni sulle leggi che contrastano i fenomeni criminali; l’esperienza di taccheggio.
All’indagine, che è stata realizzata dal 24 settembre a fine ottobre, hanno partecipato oltre 4.600 imprese. Di seguito il documento nel quale vengono illustrati i principali risultati dell’indagine, a livello nazionale e con riferimento alla Liguria in particolare.