
NuovoFilmStudio/Officine Solimano/Piano terreno
Piazza Rebagliati, Savona
Circolo ARCI
Tutti lo sanno (Hame midanand)
di Asghar Farhadi, con Penélope Cruz, Javier Bardem, Ricardo Darìn – Italia/Francia/Spagna 2018, 132’
ven 16 novembre (18.00 – 21.15)
sab 17 novembre (17.30 – 20.10 – 22.30)
dom 18 novembre (15.15 – 17.45 – 20.10 – 22.30)
lun 19 novembre (15.30 – 18.00 – 20.30)
Laura ritorna nel paese della sua infanzia per partecipare al matrimonio della sorella. Lasciata anni prima la Spagna per l’Argentina, è sposata e ha due figli che ama sopra ogni cosa. Nella provincia della Rioja con gli affetti più cari ritrova Paco, amico della giovinezza e compagno per una stagione. L’accoglienza è calorosa, il matrimonio da favola, i festeggiamenti esultanti ma alcuni avvenimenti inaspettati turberanno il suo soggiorno facendo riaffiorare un passato rimasto troppo a lungo sepolto…
Il ritorno del premio Oscar Asghar Farhadi – che due anni fa ha incantato Cannes con “Il cliente” – ripropone i temi cari alla sua poetica ricca di dinamiche interpersonali e dilemmi morali, mettendo al centro dell’indagine psicologica la fiducia tra i membri di una famiglia apparentemente unita ma in realtà percorsa da segreti gravosi. Il maestro iraniano utilizza così il rapimento di Irene – figlia della protagonista Laura incarnata da Penelope Cruz – per porre i vari componenti l’uno di fronte all’altro, dando il via a dubbi e rivelazioni che finiranno per far luce su una realtà dominata da un profondo desiderio di salvare le apparenze. Fin dall’inizio, Pablo – un notevole Javier Bardem – in nome dell’amore che lo ha legato a Laura sin dalla gioventù e del debito per aver acquistato da lei a poco prezzo la terra grazie alla quale ha fatto fortuna – si prodiga per risolvere la situazione, esponendosi in prima persona. Sullo sfondo di una comunità in cui “tutti sanno tutto” tranne i diretti interessati, la pellicola ci parla di come l’opportunismo prenda spesso il sopravvento sul rispetto delle emozioni, proprie ed altrui, abituate ad essere messe a tacere rapidamente, al fine di ottenere una salvezza che manca della caratteristica fondamentale, l’autenticità. Ecco allora e ancora insinuarsi, attraverso uno scambio di sguardi, il potenziale della tragedia greca. Assistiamo così, progressivamente, a uno svelamento, a come un evento drammatico porti a rivelare a ognuno le proprie debolezze. Rivelandosi ancora una volta, l’ennesima, sceneggiatore di raffinata caratura, Farhadi tesse la sua tela in modo molto metodico, conducendoci a scoprire gli ingranaggi innescati dall’evento traumatico. Meccanismi che attivano le molle del passato e, attraverso una famiglia, arrivano a smascherare un’intera comunità.