
[thumb:1813:l]Provincia. Non è stato positivo, “ma neppure così catastrofico come facevano pensare le previsioni della vigilia”, l’andamento delle vendite natalizie. E’ la valutazione della Confesercenti. “Ci sono settori – osservano i vertici dell’associazione di categoria – che hanno sostanzialmente tenuto, come l’oggettistica o i libri e i dischi, per i quali tra l’altro questi ultimi giorni di shopping risultano essere fondamentali perché legati ai regali dell’ultimo minuto. Rispetto alle rilevazioni degli scorsi anni, in cui si registravano tendenze sufficientemente univoche all’interno delle varie categorie, quest’anno ci sono poi molti pareri discordanti sull’andamento delle vendite, evidentemente legate alla situazione dello specifico punto vendita”.
“Nell’alimentare – rileva ancora la Confesercenti – si parla di un -7% in media, ma dato altrettanto interessante è quello della mutazione dei consumi, la gente ha reindirizzato le proprie scelte di acquisto spendendo mediamente meno ma non necessariamente meglio: per esempio nell’ortofrutta sempre meno persone acquistano prodotti di stagione, quelli tendenzialmente più a buon mercato, e per risparmiare si riducono quindi i quantitativi. Tengono comunque i prodotti legati alla tradizione e nel settore delle carni il più economico maiale, va meglio del vitello”.
Varie categorie segnalano come le numerose giornate di pioggia abbiano inciso negativamente sugli affari, in primis ovviamente i mercati di merci varie per i quali il segno è decisamente negativo, si parla di un complessivo -19%. Discorso analogo vale per molti bar, rimasti vuoti durante le giornate di maltempo, mentre sul versante della ristorazione c’è una flessione del 10%. Segno negativo anche per l’abbigliamento, dove i più lamentano soprattutto l’influenza negativa del fattore saldi, decisamente troppo ravvicinati (-17%). Dal punto di vista turistico, le agenzie sottolineano sul versante dell’incoming un aumento delle presenze di stranieri e una diminuzione di quelle di italiani, in controtendenza rispetto al periodo. Mentre per quanto concerne l’outgoing il dato più significativo è l’ulteriore riduzione dei giorni di permanenza nelle capitali europee.