
Savona. Riace, un piccolissimo paese quasi spopolato della profonda Calabria, è diventato un simbolo nel mondo.
Il modello Riace è semplicemente la straordinaria dimostrazione che si può costruire un efficace sistema di accoglienza diffusa, che l’integrazione
rappresenta una importante occasione di sviluppo per il territorio, che costruire una società inclusiva e accogliente è un vantaggio per tutti. Un’utopia contro la quale negli ultimi mesi aveva fatto già balenare le sue accuse il Ministro dell’Interno: la colpa di Riace sarebbe quella di aver accolto troppo, anche oltre le decisioni delle commissioni prefettizie.
Sta di fatto che i finanzieri hanno arrestato, ai domiciliari, l’uomo-simbolo di quella esperienza, il sindaco Mimmo Lucano, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Le inchieste della magistratura si rispettano sempre, ma questa ordinanza nei fatti blocca l’esperienza più significativa che dimostra come integrazione e accoglienza siano la chiave di volta per risollevare l’intero Paese.
Dichiarazione firmata a livello nazionale da: ANPI, ARCI, ART.21, CGIL, Rete della Conoscenza, UDU, Rete degli studenti medi ed a livello locale da: ARCI Savona, Associazione ex deportati nei campi di concentramento nazisti (ANED), Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI), CGIL – Camera del Lavoro Savona, Partito Comunista Italiano, Partito della Rifondazione Comunista, Potere al Popolo!, Sinistra Italiana, Federazione dei Verdi
Il presidio di solidarietà, con relativo volantinaggio, si terrà domani, sabato 6 ottobre, nel centro di Savona e più precisamente in via Paleocapa angolo corso Italia dalle ore 16.30 alle ore 17.50.
Poco prima, infatti, delle 18.00 ci si sposterà in piazza Mameli per rimanere lì, dopo i tocchi della campana, una mezz’ora con tutti i cartelli in mano riproducenti il volantino su fondo nero “Io sto con Riace”.
Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa un dovere BERTOLT BRECHT #iostoconriace