Albenga. E’ entrato nella sede della Croce Bianca di Albenga armato di coltello e, probabilmente in preda ai fumi dell’alcol, ha iniziato a minacciare un milite della pubblica assistenza. Ad evitare il peggio ci hanno pensato i carabinieri del nucleo radiomobile ingauno che, impegnati in un servizio di controllo in piazza del Popolo, sono intervenuti in una manciata di minuti ed hanno disarmato e bloccato l’uomo che impugnava l’arma bianca.
Si tratta di un marocchino di 38 anni, Youssef Hamada, già noto alle forze dell’ordine (lo scorso febbraio era finito in manette dopo essere stato trovato sul bus senza biglietto e per aver aggredito gli uomini dell’Arma), che poco dopo essere stato portato in caserma è poi finito in manette. Il nordafricano, anziché calmarsi, una volta arrivato negli uffici dei carabinieri ha infatti dato pesantemente in escandescenze.
Prima ha letteralmente sdradicato da terra la panchina metallica sulla quale era seduto (che è ancorata a terra con alcuni bulloni) e poi si è scagliato contro i militari colpendone uno con un pugno in faccia. A quel punto lo straniero è stato immobilizzato, arrestato per le accuse di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, oltre che danneggiamento, e rinchiuso nella camera di sicurezza.
Per tutta la notte, il marocchino ha continuato ad urlare ed inveiere contro gli uomini dell’Arma. Questa mattina Hamada è stato processato per direttissima in tribunale a Savona. Il suo arresto è stato convalidato ed il giudice gli ha imposto il divieto di dimora in provincia di Savona. Vista la richiesta di termini a difesa del suo legale, l’avvocato Graziano Aschero, il processo è stato rinviato al prossimo 20 settembre.
