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L’isola della cattiveria

"Rosso Pistacchio" è la rubrica al femminile di IVG: ogni martedì si parla di donne con Marzia Pistacchio

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L’isola della cattiveria
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“Rosso Pistacchio” è la rubrica di Marzia, che ama definirsi “una truccatrice struccata”. Uno spazio al femminile dal taglio volutamente “leggero” in cui parlare a 360 gradi di tutto ciò che ruota intorno alle donne. In salsa savonese, naturalmente, e con le illustrazioni create “ad hoc” da Giusy Ghioldi.

Ci sono isole fatte di plastica.
Plastica vera.

Ad un certo punto della storia dell’umanità è successo che la Terra, satura di pattume, abbia rigurgitato quintali e quintali di plastica.
Bottigliette, flaconi, sacchetti, confezioni del Sole piatti, milioni di boccette di Campus alla mela verde, miliardi di contenitori ermetici mai restituiti alle mamme… plastica, plastica, plastica… rivomitata dall’universo e artisticamente ricompattata al largo di arcipelaghi meravigliosi come Haiti, Hawaii… o qualcosa così.
Ci sono isole fatte di plastica sulle quali i pinguini zompettano allegri, le folaghe folagano, le foche focano, le gabbianelle gabbianellano.

Narra la leggenda, però, che ad un certo punto della storia dell’umanità, l’universo fosse saturo di un altro genere di pattume e, come era successo già per la plastica, si mise a vomitarlo fuori.
Nacquero così, tra la Groenlandia, il Klondike e San Marino, enormi, gigantesche, infinite isole di cattiveria.
Erano isole fatte di crudeltà, cattiveria, barbarie, tortura. Erano grovigli intricati e spinosi di carri armati, leggi razziali, violenze carnali, lacrime, abbandoni, bugie, assassinii, terrorismo, intransigenza, muri, confini spinati, e dolore.

Ed erano isole grandissime. E aumentavano a dismisura ogni giorno.
I potenti della Terra, allora, si interrogarono su cosa farne, come gestirle, come arginarle.
Iniziarono con l’approccio più logico, e quindi le bombardarono.
Ma le isole si riformarono più grandi e intricate di prima.
Mandarono quindi ambasciatori e esploratori, e poi preti, santoni e esorcisti.
Ma nessuno di loro tornò e fu risucchiato dal tremendo dolore che aleggiava sulle isole.
Mandarono i pinguini, le folaghe e le gabbianelle, e persino le foche.
Ma nessuna specie riuscì a sopravvivere.
E poi, finalmente, qualcuno ebbe il colpo di genio: perché non dirottare sulle isole tutta la serie di disperati, senza patria e senza speranza, che ammorbavano i mari del mondo intero?
Perchè non spedirli tutti lì? Neri, disperati e soli. Quale posto migliore?

E così fecero.
Le isole videro sbarcare migliaia, milioni di disperati, scalzi e cenciosi, sulle proprie coste maledette, forniti solo di qualche barile di acqua, di qualche sacco di sementi e utensili vari.
I potenti si congratularono tra di loro con grandi pacche sulle spalle e grandi strette di mano poiché in un colpo solo avevano risolto due problemi di portata mondiale.
Ma le isole non germogliavano.
Gli uomini morivano.
Le donne abortivano.
I bambini si suicidavano.

Poi una notte piovve. Forte. Fortissimo. La tempesta scaraventò su una delle isole una nave militare zeppa di armi e soldati.
Gli isolani rimasti si chiesero cosa farne. Qualcuno voleva salpare e andare a bombardare chi li aveva spediti lì, qualcuno voleva uccidere tutti i soldati bianchi e mangiarli. Qualcuno era troppo preso dalla disperazione per pensarci.
Qualcuno invece si innamorò.
Inspiegabilmente e contro natura.
Senza preavviso né spiegazione.
Si fece all’amore sull’isola della cattiveria.
E i germogli germogliarono, i pinguini zompettarono, le folaghe folagarono e le gabbianelle gabbianellarono.
All’improvviso la Vita.
Inspiegabilmente, tra la Groenlandia, il Klondike e San Marino.
E fu solo per Amore.

Così avrei voluto che finisse, caro lettore, avrei voluto tanto donarti un dolce lieto fine ma così non fu.
Uomo uccise Uomo.
Il bianco mangiò il nero.
Il nero mangiò il bianco.
Gli uomini morirono.
Le donne abortirono.
I bambini si suicidarono.
Non rimase nessuno.
Solo immense, incommensurabili, enormi isole di odio e cattiveria.
E nemmeno più una folaga nel cielo.

“Rosso Pistacchio” è la rubrica al femminile di IVG, ogni martedì a cura di Marzia Pistacchio: clicca qui per leggere tutti gli articoli

Marzia Pistacchio
12 Giugno 2018 alle 9:00
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