
“L’Angolo dei Curiosi” è la rubrica di IVG a cura di Daria Croce e Giulia Grenno per chi è desideroso di vedere, ascoltare, conoscere, ritrovarsi o dissentire.
A Daria e Giulia piacciono il profumo dei libri, il rumore della puntina che tocca il vinile, il buio in sala quando sta per iniziare un film, l’odore delle cartolerie, il ticchettio della macchina da scrivere, i ritratti in bianco e nero, le prospettive diverse, fermarsi col naso all’insù.
Se ti piace almeno una di queste cose, prenditi una pausa insieme a noi.
Lunedì sono andata al cinema a vedere “La mélodie”. La musica è la vera protagonista di questa storia che è senza dubbio toccante, forse proprio perché semplice, senza slanci emotivi, colpi di scena e facili sentimentalismi. Metti un violinista disilluso che si trova a insegnare in una classe di ragazzini, difficili da gestire, della periferia di Parigi. Sarebbe bastato uno schiocco di dita per scivolare nella lacrima facile da libro Cuore. Invece il nodo in gola arriva principalmente con le parti dedicate al violino.
La musica è un linguaggio universale. Non solo, è un linguaggio matematico (pensate banalmente a una partitura) che, come per magia, si trasforma in emozione. Parte dai numeri per arrivare al cuore. La matematica, disciplina che mi ha sempre affascinato e divertito, da sola non ha questo potere. Serve uno strumento per convertirla all’anima. Lo strumento – che sia a fiato, a corde, a percussione – traduce la matematica in musica, proprio come un dizionario. Questa è la prima magia.
La seconda è l’interpretazione. Può capitare che un ottimo esecutore non sia in grado di emozionarci. Quante volte abbiamo sentito frasi tipo “canta bene, ma non mi dice niente” oppure “tecnicamente è perfetto, ma non mi trasmette granché”? Le indicazioni dinamiche in uno spartito (forte e piano, per capirci) aiutano, ma non sono sufficienti. Perché l’interpretazione, la vera magia che prende i numeri e te li spara dritti al cuore, ha bisogno dell’anima. Ci vuole passione per fare il pieno di benzina al pianoforte, alla voce, alla chitarra o a qualsiasi altro strumento. Ci vuole passione per fare il pieno di benzina alla vita.
Arnold, il bambino che sbircia dalla finestra sognando di entrare a far parte della classe di musica, è lo stesso che abbiamo dentro tutti noi quando osserviamo le nostre passioni, dai vetri, mentre portiamo avanti tutte le faccende quotidiane della vita.
È ora di fare un passo avanti, come Arnold. Ognuno di noi sa che cosa lo fa stare bene veramente, la musica che abbiamo dentro ci dice qual è la frequenza giusta su cui sintonizzarsi. Per cui prendiamo il nostro violino e saliamo sul tetto a suonare, con Arnold.
“L’Angolo dei Curiosi” è la rubrica per chi è desideroso di vedere, ascoltare, conoscere, ritrovarsi o dissentire, ogni giovedì a cura di Daria Croce e Giulia Grenno: clicca qui per leggere tutti gli articoli