
Savona. Aver truffato la Provincia di Savona. Era questa l’accusa con la quale era finito a giudizio un imprenditore, Alessandro Ferrada, in qualità di legale rappresentante della società Next Srl, che questa mattina però è stato assolto perché il fatto non sussiste (per una seconda contestazione è stata invece pronunciata una sentenza di non doversi procedere per prescrizione).
I fatti contestati a Ferrada risalivano agli anni tra il 2009 ed il 2011 quando le Next si era aggiudicata due appalti per gestire altrettanti progetti di formazione e orientamento della Provincia di Savona (prima il “Cre.So”, Creazione d’impresa a sportello, e poi quello relativo ai “Servizi di interventi rivolti allo sviluppo e al consolidamento dell’imprenditorialità”). Secondo l’accusa, però, le relazioni depositate a Palazzo Nervi per attestare e certificare lo svolgimento dell’attività erano false perché Ferrada in quei documenti dichiarava di aver svolto tutte le attività previste nell’appalto che – questa era la tesi della Procura – al contrario non sarebbero state conformi all’accordo.
Di qui l’accusa di aver incassato soldi per prestazioni che non sarebbero state erogate causando un danno all’ente che era stato quantificato complessivamente in circa 220 mila euro. Contestazioni che Ferrada, difeso dagli avvocati Gianluca Nasuti e Andrea Scella, ha sempre respinto sostenendo di aver svolto regolarmente l’incarico. Tesi che, evidentemente, è stata accolta anche dal giudice (per conoscere i motivi della sentenza bisognerà attendere 90 gionri) che lo ha assolto perché il fatto non sussiste ed ha anche revocato il sequestro preventivo di una somma equivalente al presunto danno disponendo la restituzione del denaro all’imputato.