
Doppio amore (L’amant double)
di François Ozon, con Marine Vacht, Jèrèmie Renier, Jacqueline Bisset – Francia 2017, 107’
dom 22 aprile (20.30 – 22.30)
lun 23 aprile (15.30 – 20.30)
Chloé, giovane donna tanto bella quanto fragile, si innamora del suo psicoterapeuta Paul, un uomo dolce e premuroso. Lo psichiatra, la ascolta senza dire niente fino al giorno in cui decide di mettere fine alle sedute. La seduzione che Chloé esercita su di lui risulta però troppo forte e, dopo qualche mese, la ragazza si trasferisce nell’appartamento di Paul. Sino a quando non scopre che il suo compagno le ha nascosto una parte della sua identità: un uomo fisicamente identico a lui, ma più rude e minaccioso, si aggira per la città…
Liberamente tratto dal romanzo “Lives of the Twins” di Joyce Carol Oates, l’ultima opera di Ozon continua la sua esplorazione nei territori dell’altro. Quel doppio, benefico o malefico che cova in noi, esercitando una presa amorosa, sessuale, criminale. “Doppio amore” è infarcito di citazioni cinefile – da De Palma a Hitchcock, passando per Tourner e Cronenberg – ma nella pregevole autorialità di Ozon prevale una disciplina geniale che assimila in fretta il lavoro dei maestri per tessere una tela colma di colori brillanti e visioni fantastiche. Un’originalità che trascende il genere stesso di partenza – thriller psicologico – per divenire autentica indagine mentale di cui è facile perdere la direzione. Ancora una volta infatti, il cinema di Ozon suggerisce l’idea sconcertante che le immagini possano mentire. O, quantomeno, sbagliarsi. Girando con precisione clinica, invita il pubblico a emanciparsi dalla passività che la settima arte sovente impone, per decifrare, per interrogare. Sebbene molto meno rassicurante di quanto accada in “Franz”, anche “Doppio amore” segue un percorso femminile e “partorisce” la vera protagonista attraverso il rapporto con due uomini, così differenti e così uguali. Ottima l’interpretazione della coppia Marine Vacht – Jérémie Renier. Lei, già fredda e anafettiva protagonista di “Giovane e bella”, qui perfettamente in grado di rivelare la sua intimità fino alla vertigine, lui, bionda e fatale proiezione, svelata e presentata due volte.