Rabbia del M5S per la mancata elezione di Andrea Melis: "Rete a Sinistra stampella del Pd, occasione persa dalle minoranze"
Liguria. “Il ponente ligure ora rappresenta la Regione ed è una bella soddisfazione”. Lo ha detto il neo vice presidente del Consiglio regionale Luigi De Vincenzi, subito dopo la votazione all’Assemblea legislativa ligure che ha sancito l’elezione del nuovo presidente, Alessandro Piana, con il ruolo di vice assegnato all’ex sindaco di Pietra Ligure che ha vinto la sfida contro Andrea Melis, candidato del M5S.
“Il mio obiettivo è fare un grande lavoro, mettendo a disposizione la mia esperienza di amministratore pubblico e la mia esperienza maturata in 10 anni da sindaco al servizio del Consiglio regionale” ha dichiarato il neo vice presidente.
Luigi De Vincenzi ha ricoperto fino ad ora all’interno dell’Assemblea legislativa il ruolo di vicepresidente della Commissione Territorio e Ambiente: “Ringrazio prima di tutto il gruppo consiliare del Pd, la capogruppo Raffaella Paita, per avermi proposto come candidato e per le parole spese sulla mia persona, e il mio predecessore Pippo Rossetti. Un ringraziamento particolare va anche ai consiglieri che, pur non appartenendo al Partito Democratico, hanno deciso di votarmi, esprimendo grande fiducia nei confronti della mia persona”.
“Inizio questo incarico istituzionale con grande senso di responsabilità e prometto sin da subito di farmi garante delle minoranze e di tutto il consiglio, facendo tesoro della mia lunga esperienza amministrativa, prima come consigliere comunale e poi come sindaco di Pietra Ligure. Sarò un punto di riferimento non solo per il ponente ligure ma per tutta la Liguria. Senz’altro un ruolo importante e di grande responsabilità, un ruolo delicato e difficile per il quale servirà massimo impegno, pronto al dialogo e al confronto con tutti” ha concluso De Vincenzi.
L’elezione di Luigi De Vincenzi alla vice presidenza del Consiglio regionale è stata accolta con soddisfazione dal Pd ligure: “Congratulazioni al neo eletto vicepresidente del Consiglio Regionale, Luigi De Vincenzi. A lui e a tutto il gruppo del Partito Democratico, che anche in questa occasione ha dimostrato forte coesione di fronte a una scelta importante, gli auguri di buon lavoro. Rigranzio anche il consigliere Pippo Rossetti per l’impegno, la serietà e la disponibilità sempre manifestate” ha evidenziato il segretario regionale del Pd Vito Vattuone.
“Faccio i complimenti ai nuovi membri dell’ufficio di presidenza, che sono convinto sapranno condurre il Consiglio Regionale in modo neutrale. Ringrazio per il lavoro svolto insieme il presidente Francesco Bruzzone e il segretario d’Aula Claudio Muzio. Ho rinunciato a un ruolo istituzionale per poter esercitare in modo più libero la funzione politica di consigliere. Il Gruppo del Pd ha ancora una volta dimostrato di essere compatto e questo è un segnale a cui teniamo, consapevoli che questo ci chiedono militanti ed elettori. Nei prossimi giorni vedremo insieme come sostituire il capogruppo” ha dichiarato il consigliere regionale del Pd Sergio Rossetti.
“Abbiamo deciso di candidare Luigi De Vincenzi alla vicepresidenza – ha sottolineato il capogruppo Pd in Consiglio regionale Raffaella Paita, che ha proposto la candidatura dell’ex sindaco pietrese – perché si tratta di una figura che è espressione del territorio e che ha una visione amministrativa di grande qualità. Una persona corretta e leale, che in questi anni di Consiglio ha dimostrato di saper collaborare con tutti, per il bene dei cittadini. Uno stile e un comportamento di alto profilo politico, che l’intera aula gli ha sempre riconosciuto, come quest’elezione ci conferma. Naturalmente voglio ringraziare a nome di tutto il Gruppo del Pd il consigliere Pippo Rossetti, che ha scelto individualmente di non ricandidarsi alla vicepresidenza del Consiglio, per il grande lavoro svolto in questi due anni e mezzo. Un ringraziamento va anche al presidente uscente Bruzzone che, nonostante le profonde differenze di vedute sotto il profilo politico, ha condotto lealmente i lavori dell’aula”.
Tuttavia non sono mancate polemiche, in particolare dal M5S: “Il voto di questa mattina sulla vicepresidenza del Consiglio, che ha visto tutte le forze di minoranza unite contro il MoVimento 5 Stelle conferma la totale mancanza di volontà a dialogare e a trovare forme e metodi condivisi all’interno dell’opposizione. Una volta di più vediamo come Rete a Sinistra altro non sia se non una mera stampella, un alleato de facto, del Partito Democratico. Impossibile dialogare con chi mette un muro davanti ad ogni proposta e apertura.”
“Come la consigliera Paita, che – non si sa bene con quale coraggio – parli a nome del suo gruppo e del suo partito dopo averlo condannato a perdere un seggio in Regione con la sua candidatura blindata, dimostrando una totale irresponsabilità nei confronti del suo stesso l’elettorato ligure. Con senso di responsabilità abbiamo proposto Andrea Melis, un candidato competente, credibile e condivisibile da tutte le minoranze, ma ci siamo scontrati con una totale chiusura e una totale immaturità politica e istituzionale. Una grande occasione persa”.
“Questa mattina – ha replicato la Paita – il Movimento 5 Stelle, con un tentativo maldestro, ha provato a prendersi la vicepresidenza del Consiglio cercando i voti della maggioranza. Chiunque si trovasse in aula oggi ha potuto assistere allo strisciante tentativo di Alice Salvatore di provare, con lusinghe esplicite, a chiedere i voti alla Lega e al centrodestra, per eleggere un rappresentante del Movimento 5 Stelle alla vicepresidenza. In sostanza Salvatore ha cercato di riprodurre in Regione Liguria lo schema nazionale, che prevede l’inciucio fra i grillini e il centrodestra. La compattezza del Gruppo del Pd, allargata ai voti della sinistra, ha saputo però evitare un epilogo di questo tipo”.
“E bisogna anche dare atto al centrodestra di non essersi assolutamente prestato a questi giochetti, rispettando i diritti dell’opposizione. D’altro canto – ha concluso Paita – sarebbe stato istituzionalmente scorretto che la maggioranza interferisse con un voto che riguarda le minoranze. Perché quella del vicepresidente dell’aula è una funzione di controllo dell’attività del Consiglio e quindi non ha nulla a che vedere con vicende politiche nazionali. Ma purtroppo ad Alice Salvatore manca la cultura istituzionale, mentre non le manca di certo la spregiudicatezza politica. Spregiudicatezza che però, se non è supportata dai contenuti, spesso produce solo buchi nell’acqua. Com’è avvenuto in questo caso”.
Ancora Salvatore: “Invece di fare acrobazie semantiche, la ormai ex consigliera Paita pensi alla magra figura rimediata con la sua candidatura blindata alla Camera, voluta a tutti i costi nonostante questo comporti la perdita di un seggio al Partito Democratico in Consiglio regionale (subentrerà un soggetto di coalizione che non entrerà certo nel gruppo Pd), e che dimostra la palese mancanza di serietà di Paita verso il suo elettorato e una sgradevole assenza di senso istituzionale, spirito di gruppo e visione politica. La completa irresponsabilità di Paita si traduce in affermazioni mendaci rispetto a quel che è accaduto questa mattina all’incontro tra le minoranze, che Paita ha concesso obtorto collo solo a pochi minuti dall’inizio dei lavori d’Aula: in quell’occasione nessun 5 Stelle ha tentato di imporre alcunché, semmai il nostro capogruppo Gabriele Pisani ha proposto di usare un metodo partecipato e condiviso fra tutte le minoranze per individuare il profilo più gradito e idoneo secondo tutti i gruppi politici. La risposta di Paita è stata che loro avevano già scelto e che non trovavano interessante tale metodo”.
“Ma Paita non si ferma qui e arriva persino a distorcere a suo piacimento le mie parole in aula. In quell’occasione ho dovuto puntualizzare quanto fossimo delusi dello scarsissimo impegno di Pippo Rossetti come vice presidente del consiglio, della sua completa incapacità di farsi portavoce delle esigenze della minoranza, incluse quelle del suo stesso partito. E ho aggiunto come, nostro malgrado, le nostre istanze siano state al più tutelate dal presidente del consiglio, che è espressione della maggioranza, anziché da Rossetti, che non si faceva sfuggire, semmai, ogni occasione per metterci in difficoltà. Il nostro è stato un giudizio politico. Rossetti è stato talmente disastroso da essere silurato come Vicepresidente persino dal suo stesso partito, che ha proposto un altro candidato. È un fatto che fotografa un Partito Democratico in macerie. Ci consoliamo constatando che i deprecabili, soliti, ragionamenti personalistici tipici della vecchia politica, porteranno un po’ più lontana la peggiore attrice della scena politica ligure, Raffaella Paita, di cui difficilmente in consiglio regionale qualcuno sentirà la mancanza”.
Paita: “Ci vorrebbe davvero uno bravo, magari un luminare o un premio Nobel per calmare e comprendere la rabbia di Alice Salvatore, sconfitta su tutta la linea oggi in Consiglio regionale. Ma di fronte a tanti insulti che si commentano da soli, vorrei soltanto fare una precisazione: di Alice Salvatore non condivido quasi nulla, né nello stile né nel metodo e soprattutto non direi mai a un’altra donna, come ha fatto lei oggi con me, che è la peggiore attrice della scena politica ligure”.