
Savona. Non potrà restare a vivere in provincia di Savona il ventiduenne senegalese, Filly Sorra (in Italia grazie ad un permesso per motivi umanitari), che ieri mattina era finito in manette dopo aver colpito con un pugno uno dei poliziotti impegnato nel servizio di guardia all’ingresso della Questura di Savona. Lo straniero questa mattina è stato processato per direttissima in tribunale e il suo arresto è stato convalidato, ma al termine dell’udienza è tornato libero con la misura del divieto di dimora.
Vista la richiesta di termini a difesa del suo legale, l’avvocato Francesca Rosso, il processo riprenderà il prossimo 20 marzo. Secondo l’accusa, Sorra, ieri mattina era in coda per entrare negli uffici della polizia quando aveva iniziato a dare in escandescenze ed infastidire altre persone. Per questo l’agente era uscito per invitarlo a calmarsi, ma il ventiduenne, per tutta risposta, lo aveva spintonato e gli aveva sferrato un pugno. Il poliziotto lo aveva subito bloccato e poi, in supporto, erano intervenuti altri colleghi.
Poi il senegalese era stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale (il poliziotto era stato medicato in ospedale e dimesso con prognosi di 15 giorni) e oggi è stato appunto processato per direttissima.
Tra l’altro, non è la prima volta che il giovane è protagonista di aggressioni nei confronti delle forze dell’ordine: nel febbraio 2017, infatti, aveva ferito con una coltellata ad una mano un poliziotto davanti al seminario vescovile di Savona (leggi qui) ed era già stato arrestato. Per quell’episodio aveva patteggiato sette mesi di reclusione dopo essere stato sottoposto ad una perizia psichiatrica che aveva rilevato un vizio parziale di mente (secondo il perito, al momento del fatto, il senegalese infatti non era in grado di intendere e volere ed era stato riconosciuto come pericoloso socialmente).
Anche nel 2016 il giovane era stato arrestato a Genova per un episodio simile: in quell’occasione aveva preso una grossa pietra appuntita e si era scagliato contro i poliziotti della Polfer che lo avevano fermato per un controllo di routine.