
[thumb:2763:l]Savona. Patrizia Turchi, consigliere comunale di A sinistra per Savona, svolge un’articolata considerazione su quanto avvenuto nello scorso consiglio dedicato alla discussione della controversa pratica della Margonara. La Turchi sottolinea “la mancata correttezza dell’Autorità Portuale che ‘dimentica’ le osservazioni presentate nel 2000 al momento dell’assegnazione della concessione cinquantennale al progetto Gambardella. Concessione che diede la stura al procedimento attuale. Dimenticanza gravissima che già da sola invalida completamente ed irrimediabilmente il prosieguo della procedura, che ci vede oggi discutere sul progetto firmato Fuksas, che copre col proprio nome una speculazione edilizia senza precedenti”.
“Un architetto, Fuksas, che in un’intervista dei giorni scorsi su Repubblica, rivela con una ingenuità straordinaria d’essere stato chiamato direttamente proprio dal ‘signor Canavese’ – afferma Patrizia Turchi – Con grande analogia con un precedente che si era rivelato efficace: quando Ruggeri si recò a Barcellona a parlare con Bofill (sulla questione della Darsena), seguito da Berruti che a spese del Comune andò da Fuksas. Basta infatti ora una segnalazione alla Procura della Repubblica, perché gli Enti, in questo caso proprio l’Autorità Portuale, vengano richiamati sul proprio comportamento istituzionale, per l’accertamento di un reato. Sempre che l’autorità giudiziaria non prenda le mosse da sé, come d’altra parte sarebbe opportuno attenderci. Anche se da tempo aspettiamo il pronunciamento della stessa Procura (su nostra segnalazione) proprio sul viaggio effettuato da Berruti nello studio dell’architetto Fuksas”.
Il consigliere di A sinistra per Savona evidenzia poi “il comportamento corresponsabile di una amministrazione, prima capitanata da Ruggeri, oggi altrettanto degnamente da Berruti, che escludendo qualunque autonomia di pensiero e d’azione si fa raggirare dall’Autorità Portuale, e non contenta riversa sul consiglio comunale lo stesso raggiro, creando le basi per una connivenza inaudita”.
“Infatti – spiega – abbiamo capito tutti che è stato chiesto di votare una pratica di per sé assolutamente inopportuna, invalida e soprattutto inutile, perché basata, anche, su di un assunto che è stato palesemente sbriciolato dalla presentazione in copia delle osservazioni rese nel 2000. Ciò nonostante sia il sindaco che i consiglieri votanti (da AN al Pdci) hanno ritenuto di proseguire, trasformando la delibera consiliare in un epinicio vergognoso, neanche tanto poetico, in onore della stessa Autorità (Portuale?), vittoriosa ancora una volta non per pregi propri ma per il disprezzo e l’arroganza da tempo esercitata. Dunque un fatto ‘procedurale’ che rivela la drammatica situazione politica nella quale si trova Savona”.
“Il connubio tra brutti affari e ceto politico, coalizzatosi in una oligarchia ferrea, da tempo è stato ampiamente smascherato. Ma al di là dei diretti interessati, sembra evidente che le forze politiche oggi in maggioranza (non per il potere del palazzo, ma per stare dalla parte dei cittadini) non sembrano avvedersene, proseguendo un abbraccio dagli esiti molesti, relegando le proprie responsabilità a ‘dissensi concertati’, che conservano lo status quo. Debbono aspettare qualche filone di indagine per prendere le distanze definitivamente? A quando la piena consapevolezza politica?” conclude Patrizia Turchi.