
Liguria. Con 15 voti favorevoli e 16 contrari (maggioranza di centro destra) è stato respinto l’ordine del giorno sottoscritto dal gruppo Pd, con il quale si chiedeva alla giunta di rimuovere Valter Locatelli dall’incarico di commissario straordinario di ALiSa. Il centrodestra, quindi, respinge la richiesta di rimozione del commissario straordinario presentata per superare l’ambigua gestione che finora ha caratterizzato la nuova azienda sanitaria ligure.
Nel documento si sosteneva, tra l’altro, che l’azione del commissario “sarebbe stata caratterizzata fino ad oggi dalla mancanza di un’adeguata azione preventiva”. Non sorprende il no della maggioranza, che fa quadrato sulla nomina lombarda. Prima del voto, infatti, l’assessore alla sanità Sonia Viale ha espresso parere contrario.
E sul caso ecco l’intervento del capogruppo di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria Gianni Pastorino: “Capisco, ma non condivido, l’accorata difesa dell’assessore Viale. Ma la questione è diversa: non è possibile tenere in carica un commissario straordinario solo perché non può essere nominato direttore generale. Il centrodestra ha scelto di creare A.li.sa: una sovrastruttura rispetto alle cinque Asl esistenti, che costa centinaia di migliaia di Euro in più solo in incarichi dirigenziali. Dulcis in fundo, viene messa a capo di A.li.sa una persona che non può essere nominata direttore generale per raggiunti limiti di età. In definitiva: hanno fatto le loro scelte, ora trovino qualcuno che abbia i titoli per dirigerla”.
“Richiesta giusta. Pensiamo che in una regione con 1,5 milioni di abitanti non possano esistere addirittura 6 aziende sanitarie, l’ultima delle quali introdotta da questa giunta con Alisa. Forse per creare nuovi posti dirigenziali? – fa eco il consigliere regionale Francesco Battistini -. Di sicuro oggi ci ritroviamo con un commissario straordinario, ennesima nomina lombarda, che è stato rinnovato in quel ruolo perché non ha i requisiti per poter ricoprire a carica di direttore generale”.
“Gli aspetti singolari sono due: una nuova azienda sanitaria nata commissariata, un consiglio di direzione che oltre al commissario prevede 3 direttori. Siamo in un regime di promiscuità, dal momento ce un commissario dovrebbe assumere su di sé tutti i ruoli apicali – conclude Battistini -. L’assessore Viale smetta di aggredire le opposizioni, accusandole di fare battaglie ad personam: l’oggetto della critica non è il dottor Locatelli, ma il ruolo che ricopre in un sistema organizzativo sclerotizzato e che mostra fin troppe criticità”.