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Politica

Consiglio regionale, Viale respinge le critiche: “Durante l’emergenza il nostro sistema sanitario ha tenuto”

All'ordine del giorno diverse pratiche a tema sanità

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Consiglio regionale, Viale respinge le critiche: “Durante l’emergenza il nostro sistema sanitario ha tenuto”
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Regione. E’ ripreso nel corso del consiglio comunale di oggi il dibattito, iniziato nella precedente seduta del 23 gennaio, sulla situazione nei pronto soccorso liguri in relazione ai picchi influenzali delle settimane scorse.

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha replicato alle critiche, manifestate da alcuni consiglieri di minoranza negli interventi di martedì scorso. Viale ha dichiarato che i problemi sollevati dai consiglieri si sono rivelati privi di fondamento e derivano da una disinformazione. L’assessore ha fatto riferimento, in particolare, alla situazione dei reparti di pronto soccorso degli ospedali genovesi di Villa Scassi e San Martino. Viale ha replicato che, rispetto all’anno precedente, il numero di barelle nei corridoi del pronto soccorso è sensibilmente diminuito: erano 60 mentre quest’anno non sono state superate le 25 unità. Viale ha sottolineato che a dicembre e gennaio c’è stato un picco influenzale elevato e imprevisto in tutte le regioni, ma ha specificato che già a partire del mese di ottobre si sono svolti una serie di incontri tecnici del dipartimento interaziendale in cui sono state messe a punto le strategie per affrontare l’emergenza: l’assessore ha messo a disposizione dei consiglieri i relativi atti. Fra le misure assunte c’è stata attivazione di posti letto aggiuntivi presso le Rsa, il raddoppiamento dei posti letto, la garanzia della quota sociale per i posti letto di mantenimento presso le Rsa, il blocco dei ricoveri in elezione, in relazione al quadro osservato nei singoli dipartimenti e aziende.

L’assessore ha smentito categoricamente che le donne con tumore abbiano subito attese o il rinvio dell’intervento programmato così come ha smentito la carenza di personale e che ci sia stato un numero elevato di ambulanze ferme per ore davanti ai reparti di pronto soccorso, in attesa della restituzione della barella in dotazione alle pubbliche assistenze: proprio per ovviare a questo inconveniente, Viale ha sottolineato che quest’anno sono state acquistate nuove barelle da parte dell’ospedale. L’assessore ha ringraziato gli operatori sanitari per l’impegno assunto in quelle settimane, ribadendo che ognuno ha fatto il proprio dovere. Rispetto alle attese dei pazienti in codice bianco o verde Viale ha assicurato l’impegno della Regione per ridurre i tempi di attesa dei codici meno gravi ed ha ribadito che nei giorni del picco influenzale che sono state attivate tutte le iniziative sanitarie concordate.

L’assessore ha dunque condannato ogni forma di allarmismo in campo sanitario e ha ribadito che le persone giunte ai reparti di pronto soccorso di Sampierdarena e San Martino sono state trattate e accompagnate nel percorso sanitario secondo un’operazione di accoglienza e umanizzazione. L’assessore, infine, ha dichiarato che il sistema sanitario ha avuto importanti miglioramenti in questi due anni e ha respinto tutte le critiche ricevute dalla minoranza.

Di opinione opposta il capogruppo Pd in Regione Liguria Raffaella Paita: “La destra sostiene che la sanità ligure vada a gonfie vele. Ma i cittadini sanno bene che non è così. Anzi, da due anni e mezzo la situazione sta precipitando ogni giorno di più e lo dimostrano le lunghe code ai pronto soccorso, le liste d’attesa infinite e alcuni casi eclatanti come quello del nuovo ospedale della Spezia. Per il Felettino, infatti, la Giunta ligure precedente aveva trovato i soldi (dallo Stato) e appaltato i lavori. Ma quel cantiere è fermo da mesi, senza che Toti e la sua maggioranza siano in grado di fare qualcosa per risolvere questa gravissima situazione di impasse. Da un mese, per esempio, la Giunta deve nominare il nuovo amministratore di Ira, la stazione appaltante dei lavori, ma non lo fa. E poi c’è il servizio di spostamento dei pazienti tra i padiglioni del Sant’Andrea, su cui l’assessore Viale continua a dare la colpa a chi l’ha preceduta. A parte il fatto che alcuni dirigenti dell’Asl 5 sono stati riconfermati da questa maggioranza, trovo davvero assurdo che dopo due anni e mezzo di governo regionale si continui a scaricare la colpa su chi c’era prima. Dopo 1000 giorni non è più possibile giocare allo scaricabarile. La realtà è che questa destra sta smantellando la sanità pubblica. Finirà che i ricchi potranno curarsi pagando di tasca propria e i poveri dovranno accontentarsi di servizi scadenti. Una dimostrazione lampante di questo declino è al congestione dei pronto soccorso: ogni giorno ormai il personale fatica a far fronte agli accessi, viste le forti carenze in organico. Servono maggiori investimenti per garantire una sanità di qualità ai cittadini e soprattutto alle fasce più deboli”.

Molto critica anche la posizione di Alice Salvatore del Movimento 5 Stelle: “La situazione della sanità ligure è disastrosa e sotto gli occhi di tutti, lo dimostrano gli ingorghi nei pronto soccorso che non possono erogare nemmeno i servizi sanitari basici, e anche fuori dal periodo di massimo accesso delle vacanze natalizie. Lo dimostra il malcontento e il disagio diffuso tra gli operatori sanitari, gli infermieri e i medici, le cui istanze sono rimaste totalmente inascoltate per oltre due anni e mezzo! Non c’è una turnazione adeguata del personale, non c’è turnover perché non esistono progetti per nuovi concorsi pubblici, per nuove assunzioni, anche se il personale è sotto organico, e non riesce a erogare i servizi necessari. Ma, oltre a queste logiche considerazioni, tratte dalla fotografia della situazione reale della sanità in Liguria, ci sono elementi circostanziali per cui Walter Locatelli non doveva nemmeno essere nominato per l’incarico che riveste. Ancora oggi abbiamo un “Commissario Straordinario”, anziché un Direttore Generale di AliSa, solo perché Locatelli non può essere nominato tale per ragioni anagrafiche: è troppo anziano per quel ruolo, allora viene cucito su misura per lui questo titolo assurdo di Commissario Straordinario, e di straordinario abbiamo visto che non c’è proprio nulla. Non solo, Locatelli ha già dimostrato la sua incapacità quando era Direttore Amministrativo della ASL lombarda da cui proviene: era riuscito persino a svendere per 25 milioni un immobile della ASL che ne valeva assai di più; e infatti poco dopo i successivi compratori l’hanno rivenduto con un sovrapprezzo di oltre 15 milioni: sicuramente Locatelli non andava premiato con un altro incarico da 300mila euro l’anno in Liguria! Sicuramente in Liguria abbiamo figure illustri, che potrebbero ricoprire con grande dignità questo ruolo. Locatelli va allontanato senza se e senza ma, non abbiamo bisogno di lombardi incompetenti che non si sa bene per quale ragione l’assessore Viale e il Presidente Toti si ostinano a tutelare nonostante l’ovvio e manifesto disastro gestionale. AliSa non sa gestire le cinque ASL liguri, è solo un costo aggiuntivo a carico dei contribuenti: Viale e Toti devono rendere conto alla cittadinanza”.

Nel corso dell’assemblea di oggi è stata approvata all’unanimità la mozione presentata da Fabio Tosi (Mov5Stelle), e sottoscritta dai colleghi del gruppo, che chiede alla giunta di evidenziare nella trattativa sul rinnovo della convenzione della medicina generale alcuni aspetti: la prevista abolizione delle guardie mediche e il superamento dell’attuale distinzione tra medici di assistenza primaria e medici di continuità assistenziale per cui, nella nuova articolazione territoriale, il medico di cure primarie potrà svolgere sia attività professionale di tipo fiduciario che su base oraria. Prima del voto l’assessore alla sanità Sonia Viale ha espresso parere favorevole.

Dice Tosi: “Col nuovo atto di indirizzo per il rinnovo della convenzione vengono di fatto abolite le guardie mediche, sottraendo ai cittadini l’assistenza della medicina generale per le 8 ore notturne dei giorni feriali, mentre per le 12 ore dei festivi e pre-festivi si prevede di ricorrere al 118 per semplici sintomi come febbre e mal di pancia. Risultato? Un inevitabile intasamento del numero di primo soccorso, che mette a rischio quei pazienti alle prese con vere e gravi emergenze, a cui il 118 potrebbe salvare la vita. Con il voto di oggi abbiamo impegnato Toti e Viale a portare queste istanze al tavolo della trattativa, insieme al recupero dei Cup, alla tutela e alla salvaguardia delle pubbliche assistenze, alla riduzione delle liste d’attesa lumaca, alla carenza di posti letto negli ospedali e di personale sanitario. Ora alle parole seguano i fatti”.

Sempre oggi è stata respinta con 15 voti favorevoli (minoranza) e 16 contrari (maggioranza di centro destra) la mozione presentata dal vicepresidente del consiglio regionale e consigliere del Pd relativa al pagamento del pedaggio autostradale da parte delle pubbliche assistenze. Il documento impegnava la giunta ad aggiornare le tariffe delle convenzioni con l’Anpass, adeguandole all’incremento dei costi, e a riconoscere i costi sostenuti dei pedaggi autostradali, che non erano calcolati nelle tariffe sottoscritte precedentemente. “Le tariffe sui trasporti per conto del sistema sanitario – si legge nel documento – sono ferme al 2010”. Prima del voto l’assessore alla sanità Sonia Viale ha espresso parere negativo.

Il consigliere regionale di Rete a Sinistra.Liberamente Liguria Gianni Pastorino commenta: “Le tariffe, ferme al 2010, comportano un pesantissimo aggravio economico che gli associati Anpas non possono più sostenere. Se l’errore è stato commesso nel 2011 dalla precedente giunta, non è accettabile che la giunta attuale lo reiteri. Dopo 2 anni e mezzo l’alibi non regge più. Mi sarebbe piaciuto che invece di rimbalzare le responsabilità, la giunta si fosse assunta l’impegno di riconoscere il valore di questa esperienza decidendo di supportarla concretamente. Era il momento di uscire dall’ambiguità, una volta per tutte: se le pubbliche assistenze liguri rappresentano un sistema di eccellenza, unico in Italia, come affermato dallo stesso assessore Viale, allora il sistema va salvaguardato”.

“E invece nulla di tutto questo. Anzi si usano 2 unità di misura: da un lato la giunta Toti mantiene l’onerosa struttura delle cinque Asl, che obiettivamente potrebbe essere snellita, dall’altro decide di trascurare le pubbliche assistenze per questioni bilancio. Quindi abbandonare un servizio che serve davvero alla gente. Le pubbliche assistenze sono il frutto di un ragionamento sulla solidarietà e sulla partecipazione, che nasce nelle società operaie di mutuo soccorso come elemento di traino sociale in territori spesso disagiati. Hanno prodotto posti di lavoro e hanno contribuito a superare la complessa gestione del territorio fra entroterra e costa. Ma per la giunta Toti tutto questo non conta; non vale neppure un adeguamento dei rimborsi per le spese autostradali. Una scelta inqualificabile”.

Con 13 voti favorevoli e 16 contrari (maggioranza di centrodestra) è stato respinto un ordine del giorno presentato dal gruppo Pd con il quale si impegnava la giunta ad attivarsi affinché il “Piano caldo”, contenente misure e risorse per contrastare gli effetti di eventuali ondate di calore sulla salute della popolazione a rischio, sia predisposto e approvato entro il prossimo 30 maggio e a predisporre entro il 30 ottobre il “Piano emergenza freddo”, dedicato in particolare all’assistenza e accoglienza dei senza fissa dimora, per evitare disagi e problematiche dovute a condizioni climatiche particolarmente rigide.

Con 16 voti favorevoli (maggioranza di centrodestra) e 14 contrari è stato approvato l’ordine del giorno presentato dal presidente della 4^ commissione attività produttive e da altri consiglieri di maggioranza con il quale si impegna la giunta a proseguire nell’attuazione del piano sociosanitario 2017/2019 e a perseguire l’azzeramento del disavanzo in sanità, senza chiudere alcun presidio ospedaliero.

Nel corso del consiglio comunale di oggi è stato respinto con 8 voti favorevoli (Movimento 5 Stelle, Rete a Sinistra-Liberamente Liguria, Giovanni Barbagallo e Giovanni Lunardon del Pd), 16 contrari (maggioranza di centrodestra) e 3 astenuti (Luca Garibaldi, Valter Ferrando e Juri Michelucci del Pd) l’ordine del giorno presentato da Rete a Sinistra-Liberamente Liguria con il quale si impegnava la giunta a prevedere un investimento affinché sia istituita , nei momenti di maggior rischio per la salute e di maggior afflusso nei pronto soccorso, una guardia medica dedicata agli ospiti anziani delle Residenze sanitarie assistite convenzionate con le Asl liguri e a istituire un coordinamento tra Asl territoriali e strutture convenzionate per la residenzialità di ospiti anziani affinché venga elaborato, e dunque finanziato, un piano di assistenza medica e infermieristica che garantisca, nei periodi di maggior necessità, la più ampia copertura possibile durante l’arco della giornata per limitare il più possibile il ricorso all’ospedalizzazione.

Con 12 voti favorevoli e 16 contrari (maggioranza di centrodestra) è stato respinto un ordine del giorno presentato da Rete a Sinistra Liberamente Liguria con il quale si impegna la giunta a formulare un piano di intervento sanitario e di presa in carico dei pazienti, legato all’inverno e al conseguente arrivo dei ceppi virali influenzali, non appena disponibili i dati epidemiologici connessi alla tipologia virale e alle previsioni del picco di contagio, e a formulare entro la fine del mese di aprile, un piano di intervento sanitario ospedaliero e territoriale legato all’estate e alle alte temperature che possono inficiare sulla salute umana.

Luca Berto
30 Gennaio 2018 alle 15:31
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