
Savona. Ieri è finito in manette in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ma questa mattina, a 24 ore dall’arresto, è tornato libero grazie ad un tatuaggio. Protagonista della vicenda un ragazzo di 22 anni, A.B., di origini libanesi e residente in Valbormida, che secondo l’accusa era l’autore di una rapina di un cellulare avvenuta nell’ottobre scorso a bordo di un convoglio regionale, all’altezza della stazione di Cairo Montenotte.
A riconoscerlo, attraverso una fotografia, era stata proprio la vittima, un ventenne, che aveva descritto in maniera dettagliata il suo aggressore (che effettivamente assomigliava molto all’arrestato). Tra i segni particolari dell’autore della rapina però c’era anche un tatuaggio sulla mano sinistra raffigurante un simbolo simile all’occhio di Horus, che risaliva sul polso.
Proprio l’assenza di tatuaggi sulle mani e sulle braccia ha scagionato A.B. dalle accuse di rapina impropria (di un telefono cellulare LG), di lesioni aggravate (per portare via il telefonino la vittima era stata colpita con un pugno e uno schiaffo) e furto (il ventenne era stato derubato sul treno anche del portafogli).
Inoltre, nell’ufficio del gip Maurizio Picozzi, A.B. ha anche negato di essere stato sul treno quel giorno. Al termine dell’interrogatorio di garanzia, il ventiduenne è stato quindi scarcerato (visto l’esito dell’audizione e l’inattendibilità della ricognizione fotografica lo stesso pm aveva chiesto al gip la revoca dell’ordinanza).