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Petizione dei balneari contro l’impugnazione del Governo: 1.430 firme in 3 giorni

Federico De Rossi
19 Gennaio 2018 alle 13:37
19 Gennaio 2018
Petizione dei balneari contro l’impugnazione del Governo: 1.430 firme in 3 giorni
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Dura reazione della categoria dopo l'impugnazione da parte del Governo delle leggi regionali a sostegno del comparto

Liguria. Dopo che il consiglio dei ministri ha impugnato le leggi regionali della Liguria che prorogavano le concessioni balneari di trent’anni tra i balneari italiani e liguri è scattata la dura reazione della categoria. Questa volta la lotta non scende in piazza, ma corre sul web, per denunciare la violazione dei propri diritti, con una petizione (http://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT83738) che in soli tre giorni ha raccolto 1.430 firme.

I balneari, già nel 2016 con Stefano Giovannini, primo balneare ad aver inviato la propria petizione in UE, avevano iniziato a prendere dimestichezza con questo strumento, Marco De Luca balneare romagnolo fondò in seguito il “Comitato petizioni balneari italiani”, al quale seguì il Convegno co-organizzato insieme a Donnedamare al SUN Rimini per far inviare più petizioni possibili all’UE.

Questa volta la petizione ha l’appoggio di molti balneari, anche Liguri, dopo la delusione dell’impugnativa delle due leggi a loro tutela. “Non solo quella dove si parlava di Bolkestein e dei 30 anni – afferma Bettina Bolla, presidente di Donnedamare -, ma anche quella che ci definiva tipicità del sistema turistico ligure e giocoforza italiano, negando in 12 minuti quella che è una realtà di fatto, dando dimostrazione che il sistema balneare per l’attuale Governo e per il PD non è considerato una tipicità, ma qualcosa da demolire a favore dei grandi gruppi, che porteranno, una volta arrivati nel nostro paese la standardizzazione dell’offerta”.

“Per questo le ragioni della petizione sono sacrosante – sottolinea la Bolla – la raccolta firme vuole chiedere la corretta applicazione della direttiva 123/2006 in Italia» al fine di «tutelare di diritto alla proprietà privata”.

“La petizione – ci spiega – in pochi giorni, viaggiando tra le chat whats up dei balneari, che negli anni hanno creato una vere e propria rete di contatti in tutta Italia e in quelle degli ambulanti, con i quali abbiamo intrapreso percorsi comuni, è già stata sottoscritta da oltre 1.400 persone”.

“Con essa – continua Bolla – si vuole trovare una soluzione al vuoto normativo, ricordando che la scadenza delle concessioni è sempre più vicina e che il 31 dicembre 2020 non deve arrivare senza che nessun Governo vada in Europa per chiedere la nostra salvaguardia”.

“L’Europa è favorevole alle petizioni, in quanto sono un diritto fondamentale dei cittadini – spiega l’imprenditore riminese Marco Deluca, coordinatore del Comitato petizioni balneari – e la stessa Unione europea ha ribadito che la riforma delle concessioni balneari italiane deve seguire le linee comunitarie, tutelando i nostri diritti di proprietà». D’altronde – continua Deluca – uno studio commissariato dal Parlamento Europeo sottolinea che la riforma delle concessioni balneari italiane deve tenere conto del legittimo affidamento agli attuali imprenditori e dell’ampia disponibilità di spiagge ancora libere, pertanto occorre agire su un “doppio binario” che tuteli gli interessi economici e i diritti di chi finora ha investito in queste attività”.

E come sottolinea Mondo Balneare il merito di questa fondamentale apertura è stato proprio dei primi “balneari petizionari”: oltre a Deluca sono Piero Bellandi, Flavio Betti, Gabriele Boldrini, Stefano Giovannini e Stefano Mina a essere stati convocati a Bruxelles a ottobre 2016, in seguito alla presentazione di alcune puntuali petizioni, determinando l’interessamento dell’europarlamento che ha commissionato la ricerca pubblicata nei giorni scorsi e accolta con grande risonanza in Italia dai vari soggetti interessati alla questione. Proprio grazie a questo risultato, gli agguerriti balneari sono determinati ad andare avanti: e per questo hanno bisogno del più elevato numero di firme possibile.

“Donnedamare, oltre a far da veicolo e cassa di risonanza a questa importante petizione, chiederà a tutti i politici di sottoscriverla e che nei programmi politici in vista delle elezioni del 4 marzo prossimo sia inserita la totale esclusione del comparto balneare ed ambulante dalla Bolkestein e dà appuntamento a tutti i balneari italiani ad un importante convegno proprio sul tema delle petizioni a Balnearia, l’importante fiera di settore che si terrà a Marina di Carrara dal 25 al 28 febbraio 2018, con l’obiettivo di raccogliere sempre più firme. Ma non ci si fermerà a questo: molti balneari vogliono chiedere alle forze politiche amiche di volare in Europa e di chiedere sostegno, spiegando le nostre ragioni, cosa che mai è stata fatta in questi lunghissimi anni di battaglia. I balneari ne sanno qualcosa!” conclude Bolla.

Tag:
  • Economia
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