
Savona. Martedì pomeriggio è stato arrestato con la gravissima accusa di violenza sessuale aggravata verso le due figlie, entrambe adolescenti. Questa mattina il papà di 46 anni, residente in provincia ci Savona, si è presentato davanti al gip Fiorenza Giorgi per l’interrogatorio di garanzia, ma ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere.
Per il momento, quindi, l’uomo non ha fornito la sua versione dei fatti, ma è rimasto in silenzio (non è da escludere che i suoi legali chiedano poi un’audizione davanti al pubblico ministero nelle prossime settimane).
Ad arrestare il quarantaseienne erano stati i poliziotti della squadra mobile di Savona in esecuzione di una misura di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Fiorenza Giorgi su richiesta del pm Chiara Venturi.
Secondo quanto contestato dagli inquirenti, l’uomo, che al momento resta quindi nel carcere di Genova Pontedecimo, nell’ultimo anno e mezzo avrebbe compiuto atti di libidine verso le figlie minorenni (hanno circa 15 e 16 anni) palpeggiandole ed accarezzandole nelle parti intime quando si trovava solo in casa con loro.
La storia di abusi era emersa nel novembre scorso quando le due ragazzine avevano trovato il coraggio di confidarsi con un’insegnante della loro scuola che aveva allertato la polizia. A quel punto erano scattate le indagini che, attraverso audizioni protette delle due sorelle e altri accertamenti investigativi, avevano portato a delineare il quadro accusatorio.
Proprio durante l’indagine, tra l’altro, sarebbe emerso anche un filone investigativo relativo ai maltrattamenti in famiglia che, oltre ad essere contestati al papà, vengono contestati anche alla mamma delle due ragazzine (entrambi i genitori sono indagati a piede libero per questo reato).
L’ipotesi degli inquirenti è che i genitori eccedessero nei mezzi coercitivi quando dovevano riprendere o sgridare le figlie. Un comportamento che avrebbe generato paura nelle due adolescenti che, infatti, in un primo momento non avevano trovato il coraggio di denunciare gli abusi.
Sempre attraverso le audizioni protette, gli inquirenti avrebbero anche scoperto che, una volta saputo dell’indagine nei confronti del marito, la mamma avrebbe anche tentato di convincere le figlie a ritrattare la loro denuncia, minacciandole.
Le due sorelle al momento sono state affidate ad una comunità per minori.