
[image:9858:r:s=1]Savona. Aula consiliare strapiena a palazzo Sisto, dove in molti hanno trovato spazio soltanto in piedi, per seguire l’atteso consiglio comunale sulla valutazione di ammissibilità del porto turistico della Margonara. Alcuni militanti del coordinamento “Margonara Viva”, contestatori di lungo corso dell’opera, si sono presentati con sagome di cartone ritagliate a forma di mani con la scritta polemica “La mano di Fuffas”.
L’assessore savonese alla pianificazione territoriale Livio Di Tullio ha ricevuto questa mattina una lettera dal Comune di Albissola Marina, con la quale l’amministrazione guidata dal sindaco Stefano Parodi chiede la sospensione del progetto. Una missiva dettata dalla scomparsa del residenziale e una conferma pesante della divergenza sempre più marcata tra i due Comuni, che devono vedersela con un elaborato progettuale unico al quale sono chiamati egualmente concorrere. Trattandosi di uno Strumento Urbanistico Attuativo unitario, le due amministrazioni dovranno sciogliere i nodi del conflitto in sede di conferenza di servizi.
Per Savona, tuttavia, l’operazione Margonara ha una prospettiva squisitamente turistica e occupazionale. Lo ha ribadito lo stesso Di Tullio: “Abbiamo deciso di eliminare la parte residenziale perché si tratta di un investimento produttivo nel campo della nautica e del turismo. Lo sbarramento al residenziale comporta il taglio di 4 mila metri quadri su 16 mila, quindi è sostanzialmente un cambiamento marginale”.
L’assessore minimizza le difformità procedurali segnalate dagli uffici ambiente e pianificazione territoriale della Regione, che con una nota alla Port Authority e al Comune di Savona avevano chiesto la rivisitazione del corso della pratica: “Si è dato un risalto eccessivo e distorto alla comunicazione della Regione, che invece detta semplicemente quale debba essere l’iter corretto e non aggiunge nulla. Il Comune andrà avanti sul progetto preliminare approvato in commissione e che i vari enti coinvolti hanno ricevuto oltre un anno fa”.
Se l’esclusione delle residenze private a vantaggio della funzione turistica corrode i rapporti con Albissola, sul fronte interno la maggioranza del sindaco Federico Berruti deve affrontare le problematiche con Rifondazione comunista e, seppure in senso extraconsiliare ma comunque politico, con i Verdi. I detrattori del progetto infatti proseguono senza sosta l’opera di mobilitazione per fermare la costruzione del porticciolo che stravolgerebbe la morfologia della Madonnetta.[image:9857:r:s=1]
“L’accordo di programma ad inizio mandato evidenziava già i contrasti sul caso Margonara – precisa l’assessore Di Tullio – e si era stabilito che ciascuno avrebbe votato secondo coscienza. Quindi escludo ricadute sugli altri settori in cui opera la maggioranza. Anche perché rimane aperto il confronto con Rifondazione”.
Ma il Prc, che ha lanciato un appello a Berruti per il ritiro del progetto, è di avviso diametralmente opposto: nella conferenza dei capigruppo precedente all’apertura del consiglio comunale Milvia Pastorino ha ribadito la richiesta dello stop alla pratica e il segretario provinciale del partito Marco Ravera è tornato a ripetere: “No, nell’accordo di governo della città non c’era il progetto del porto turistico, che è invece una gravosa eredità della giunta precedente”. Come è noto, Rifondazione percepisce la costruzione dell’opera come una strozzatura dell’attività del porto commerciale e una devastazione ambientale della costa.
Lo scontro potrebbe compromettere gli equilibri della compagine amministrativa, secondo Ravera, che stigmatizza l’ipotesi di “maggioranze variabili”: “Se i voti del centrodestra risulteranno determinanti nella pratica, si aprirebbe un caso politico. Lasciamo aperto uno spiraglio soltanto se il resto della maggioranza fosse compatto nell’approvazione”.
I Verdi invece chiedono che venga indetto un referendum comunale. In realtà lo strumento, pur contemplato dalla statuto comunale, non è disciplinato da un regolamento attuativo. Gli ambientalisti, dunque, avanzano l’istanza del ritiro del progetto, seguito dalla consultazione popolare e dal ritorno della documentazione progettuale in consiglio, che dovrà valutare il tutto sulla scorta del parere della gente.