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Cinema

Nel week-end al NuovoFilmStudio: Due sotto il burqa (Cherchez la femme!)

Alessio Artico
15 Dicembre 2017 alle 8:13
15 Dicembre 2017
Nel week-end al NuovoFilmStudio: Due sotto il burqa (Cherchez la femme!)
0

NuovoFilmStudio/Officine Solimano
Piazza Rebagliati, Savona
Circolo ARCI

Due sotto il burqa (Cherchez la femme!) di Sou Abadi, con Félix Moati, Camélia Giordana, William Lebghil – Francia 2017, 88’

ven 15 dicembre (18.00 – 21.15)
sab 16 dicembre (15.30 – 20.30 – 22.30)
dom 17 dicembre (15.30 – 17.30 – 20.30 – 22.30)
lun 18 dicembre (15.30 – 20.30)

Armand e Leila studiano a Scienze Politiche e si amano. Mentre stanno preparando un viaggio a New York, Mahmoud, fratello di Leila, fa il suo ritorno dallo Yemen, un’esperienza che lo ha cambiato radicalmente, al punto di vietare alla sorella di frequentare il suo ragazzo. Ma Armand, pur di liberare la sua amata, decide di indossare un burqa, assumendo il nome d’arte di Sheherazade. Il problema è che la sua “nuova” identità inizia ad attirare le attenzioni di Mahmoud…

La regista iraniana Sou Abadi al suo secondo lungometraggio decide di affrontare la delicata questione dell’integralismo, religioso o politico che sia, e raccontare un importante spaccato della Francia contemporanea. Sarà forse un caso che molti giovani musulmani trovino nella moschea l’unica occasione di socializzazione in un paese nel quale non riescono a integrarsi? “L’idea di quest’opera – ci racconta la regista – nasce dal mio passato. In Iran ho vissuto la nascita della Repubblica Islamica, i divieti, la trasformazione della religione in una legge spietata che pretendeva di stabilire delle regole sulla nostra vita quotidiana, individuale, privata. Ancora ragazzina ho lasciato il paese per vivere in una società lontana da queste forme di violenza, ma qualche anno dopo questi stessi temi si sono riproposti anche in Francia”. Limitatamente alla sfera religiosa, l’approccio non è e non vuole essere antimusulmano, ma è e sa essere antioscurantista. Mahmoud vuole imporre a Lila la sua volontà attraverso frasi fatte derivate dalla sua solo pretesa conoscenza del Corano che difatti inizia a comprendere meglio quando Armand/Sheherazade si trova costretto a documentarsi in materia per reggere il gioco. In definitiva il messaggio della pellicola è semplice: studiando e interpretando in modo giusto il Corano si possono smantellare tutte le credenze estremiste. In questo modo il film non scade mai nella risata di pancia ma porta a ridere dell’integralismo islamico con intelligenza e utilizzando il buon senso.

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