
Liguria. “Alla fine l’assessore Rixi ha gettato la maschera: la legge contro il gioco d’azzardo fatta dalla precedente Giunta regionale, che impone alle slot machine la distanza minima di 300 metri da luoghi sensibili come le scuole, verrà abrogata”. Lo affermano i consiglieri regionali del Pd Raffaella Paita e Pippo Rossetti.
“E così, come avevamo denunciato sin dall’inizio, il rinvio dei mesi scorsi non era altro che un primo passo verso la cancellazione di uno dei provvedimenti più all’avanguardia d’Italia per il contrasto alla ludopatia. La Giunta Toti evidentemente preferisce non provare neppure a governare il proliferare delle sale da gioco e delle slot negli esercizi commerciali: un fenomeno che in questi anni ha prodotto moltissimi danni alla salute dei cittadini (la ludopatia) e ha distrutto intere famiglie. Inoltre la Giunta regionale, con questo decisione, punisce anche tutti coloro che, nell’imminenza dell’entrata in vigore della legge, si erano messi in regola e che oggi si trovano beffati da una maggioranza che premia chi non ha rispettato la legge”.
“Rixi sostiene di lavorare a stretto contatto con le associazioni che combattono la ludopatia, ma non crediamo che la decisione di affossare quel provvedimento – che era stato condiviso dalle stesse associazioni – sia frutto di una concertazione. Proprio per questo il Pd parteciperà al fianco del coordinamento regionale di “Mettiamoci in gioco – la campagna contro i rischi del gioco d’azzardo” all’iniziativa “No Slot Mob” organizzata per lunedì alle 18 davanti alla sede della regione in piazza De Ferrari” concludono i due esponenti Dem.
“Come avevamo ampiamente anticipato mesi fa, la giunta di centrodestra non intende applicare la legge sul gioco d’azzardo. E così le mezze verità, sotto forma di proroghe annuali, diventano una vera e propria bugia: oggi, sostanzialmente, la giunta dice che la legge del 2012 sarà affossata – affermano Gianni Pastorino, Francesco Battistini (Rete a Sinistra/LiberaMente Liguria) -. Così facendo sarà gettato a mare un lavoro egregio circa il contenimento del gioco d’azzardo e la definizione di criteri a tutela degli adolescenti, soprattutto per quanto riguarda la presenza di slot machine in esercizi commerciali vicini alle scuole. In primavera l’assessore Rixi riteneva necessaria la proroga proprio per trovare una soluzione efficace; ora invece piega la testa ai voleri di un gruppo di commercianti che minacciano smottamenti occupazionali”.
“Vedremo alla prova dei fatti se tali licenziamenti ci saranno o meno, a prescindere dalle slot machine. Naturalmente la questione non si origina soltanto a livello regionale, ma riflette un quadro nazionale in cui per anni si è strizzato l’occhio alle multinazionali del gioco d’azzardo, permettendo l’invasione delle videoslot. La classe politica nazionale ha assecondato le pesanti pressioni di questi gruppi di potere”.
“Oggi, con la mancata applicazione della legge del 2012, in Liguria si torna indietro: e qui si evidenzia uno dei limiti della legge stessa, che stabiliva un tempo troppo lungo per l’entrata in vigore e non garantiva controlli rigorosi sulla sua applicazione. Oggi Rixi non potrà più dire che la questione sta a Roma: la questione sta invece nell’ipocrisia delle sue parole, nel non aver fatto nulla per tentare di applicare la legge, nel non aver trovato un punto di mediazione che non snaturasse i principi della norma. Da ultimo, non è vero che l’assessore sta lavorando le associazioni anti-slot; perché a queste organizzazioni non è data alcuna possibilità di intervento concreto. Tutto questo suona come il “de profundis” della legge” concludono.