
Savona. Un appartamento del valore di circa 400 mila euro venduto a 100 mila. Proprio alla luce di quel prezzo stracciato, probabilmente, non era stato difficile vendere un alloggio a Finale Ligure ad un’ignara coppia di acquirenti. Peccato che dietro quella compravendita immobiliare ci fosse un maxi raggiro attuato da due persone che erano riuscite a sostituirsi al reale proprietario dell’immobile.
La truffa, avvenuta nel marzo del 2012, però era stata scoperta e nei guai erano finiti in due: Ezio Colombaro, 71 anni, e Ivano Sicco, di 55, accusati di truffa, falso e sostituzione di persona. Tra l’altro, entrambi, nel marzo scorso erano finiti in manette per una vicenda molto simile (relativa alla vendita di una casa nella Pineta di Arenzano venduta senza che ne fossero i proprietari).
La vicenda della truffa della casa finalese, questa mattina, è arrivata in udienza preliminare dove il gup Maurizio Picozzi ha rinviato a giudizio Sicco (il processo inizierà il prossimo 8 marzo), mentre Colombaro ha scelto di patteggiare sei mesi di reclusione in continuazione con la recente condanna a due anni e tre mesi di reclusione inflitta lo scorso ottobre dal giudice Filippo Pisaturo.
Secondo l’accusa del pm Ubaldo Pelosi, Colombaro si era sostituito al proprietario dell’alloggio presentando un documento falso davanti al notaio (con la sua fotografia, ma le generalità del padrone di casa) per farsi rilasciare una procura per vendere grazie alla quale, con l’aiuto di Sicco, era stata poi conclusa la vendita immobiliare.