
[thumb:304:l]Savona. Il ministero dello Sviluppo economico ha fissato per giovedì 4 dicembre la riunione in cui si affronterà l’esame del piano industriale del gruppo Messina, con l’obiettivo di accelerare l’approvazione e la realizzazione delle iniziative previste per il rilancio dell’azienda valbormidese.
A comunicarlo ai sindacati è stato oggi il prefetto di Savona, Nicoletta Frediani, che nei giorni scorsi era stata invitata ad intervenire, anche attraverso un incontro a livello politico. In particolare i rappresentanti dei lavoratori intendono chiarire se, per il Governo, il piano Messina rappresenti in modo compiuto il quadro delle iniziative industriali da attuare nel quadro dell’accordo.
Al centro dell’analisi del Ministero proprio la verifica dell’Accordo di Programma del 2006: il nuovo programma industriale proposto da Ferrania Technologies, le procedure di promozione e agevolazione degli investimenti industriali per le PMI della Valle Bormida; il programma di attuazione delle infrastrutture. Gli incontri con le imprese industriali sono stati fissati a Savona per il 10 e 11 dicembre. “Si procederà – si legge in una nota del ministero – alla verifica delle manifestazioni di interesse delle imprese a presentare progetti industriali singoli o coordinati in appositi ‘contratti di sviluppo’ per il sostegno di nuovi investimenti a salvaguardia e ad incremento dell’occupazione. Nell’incontro richiesto dalle organizzazioni sindacali, con le istituzioni e le aziende interessate sarà fatto il punto sullo stato di attuazione complessivo dell’iniziativa di reindustrializzazione e sulle prospettive a breve termine, specialmente con riferimento agli aspetti del reimpiego degli addetti risultanti in esubero dalle imprese in crisi”.
Restano scettici i sindacati di categoria: “Se è così – ha detto il segretario dei chimici Cgil, Fulvio Berruti -, dobbiamo dire addio al progetto laminatoio e trarne le conseguenze. C’é bisogno di chiarezza, perché abbiamo di fronte ancora alcuni anni tutelati dalla cassa integrazione e dovremo utilizzare questo tempo per trovare una soluzione per i 170 lavoratori che resterebbero senza prospettiva”.