
Finale Ligure. “Da 3 anni abbiamo lanciato l’allarme, convocando riunioni ed evidenziando l’emergenza del fenomeno Punteruolo Rosso”. Una lettera al presidente della Regione, Giovanni Toti: ecco lo strumento scelto dal sindaco di Finale, Ugo Frascherelli, per tentare di trovare una volta per tutte una soluzione efficace e condivisa in quella che ormai è diventata una vera e propria “guerra”, in tutta la provincia, contro il temibile parassita delle palme.
La lettera in questi giorni sta facendo il giro delle segreterie dei sindaci della Provincia savonese, per essere poi portata al Governatore ligure. Il concetto espresso da Frascherelli è chiaro: “Da soli non vinceremo questa battaglia. Occorre un lavoro sinergico e gestito a sistema. Investiamo da 3 anni migliaia di euro nella prevenzione e negli interventi purtroppo palliativi. Spenderemo nell immediato futuro migliaia di euro in abbattimento e ripiantumazioni. Occorre però ridurre la burocrazia per non trasformare il problema ambientale anche in un problema di pubblica incolumità. Palme deboli sono a rischio caduta. Noi abbiamo quasi 1000 palme, devo pensare prima di tutto alla sicurezza dei miei concittadini”.
Di seguito il testo integrale della lettera che verrà inviata nei prossimi giorni a Toti.
Caro Presidente,
Io ed altri colleghi Sindaci della Provincia di Savona ci sentiamo in dovere di rappresentarti un dramma che i nostri Comuni stanno vivendo, ormai da alcuni anni, ma che sta aggravandosi sempre più. Le nostre Palme sono ormai infestate su larga scala dal Punteruolo Rosso; il coleottero, ormai tragicamente famoso, sta progredendo pericolosamente. Il boom di questo problema entomologico è causa di pesanti ripercussioni non solo per l’alterazione del paesaggio ligure, ove le palme rappresentano un elemento caratterizzante, non solo per le implicazioni economiche dovute alla gestione delle piante coinvolte (controlli, trattamenti preventivi, abbattimenti, ripiantumazioni) ma soprattutto per problematiche dovute alla pubblica incolumità dei nostri concittadini.
Lo scorso 17 ottobre ho invitato ad un incontro tecnico/politico i colleghi Amministratori e i funzionari pubblici savonesi (ed anche il servizio Fitosanitario regionale che però presumo non sia venuto per altri impegni) proprio per affrontare la tematica a livello di sistema, per non gestire l’emergenza in modo isolato ma muoversi come rete regionale, comprendendo le differenti sensibilità e i differenti patrimoni arborei dei Comuni liguri. La mia Città conta quasi 1.000 palme tra pubblico e privato, quindi per noi una vera e propria “opera pubblica” da proteggere da fenomeni come questo. Ma molte Città liguri condividono questa nostra caratteristica, tanto è vero che La Riviera delle Palme è di certo divenuto col tempo un brand noto a livello nazionale ed internazionale, e come tale una ricchezza che Noi Pubblici Amministratori di certo dobbiamo difendere.
Il nostro appello alla tua Persona vuole essere proprio dettato da questa seria necessità di gestire insieme il fenomeno sotto i molti punti di vista. Dal lato economico, i Comuni non riescono più’ ad avere risorse finanziarie adeguate a sostenere gli elevati costi necessari a combattere tale battaglia. Come di certo sai i bilanci comunali soffrono perlopiù sulla parte corrente, quella utile per affrontare consulenze agronome, analisi ed interventi preventivi. Ma di certo non si possono neppure permettere investimenti in conto capitale per abbattere e ripiantare velocemente le piante malate. Liberare questi investimenti dal Patto di Stabilità?Reperire finanziamenti Regionali e/o Europei per affrontare il problema?
Dal lato burocratico non possiamo più’ permetterci lungaggini ed iter amministrativi pachidermici. Ad oggi infatti dal rilevamento dei primi sintomi di infestazione il comune e/o il privato deve darne immediata comunicazione al Servizio Fitosanitario regionale che è l’ente preposto al rilascio della prescrizione fitosanitaria necessaria al fine di eseguire l’intervento. La prescrizione viene data ai sensi del D.M. 07/02/2011 di lotta obbligatoria al punteruolo rosso della palma e dell’art. 103 comma III della L.r. n. 6 del 22/02/2005 e con l’ultimo aggiornamento approvato con DD n. 1405 del 22/03/2017 pubblicato sul BURL n. 16 del 19/04/2017. Successivamente una volta ottenuta la prescrizione l’ente e/o il privato, devono monitorare l’intervento di dendrochirurgia e/o abbattimento ed inviare idonea documentazione fotografica insieme al formulario rifiuti al Servizio Fitosanitario Regionale. Quando è necessario (zone vincolate, quindi la quasi totalità del nostro territorio) occorre richiedere l’autorizzazione paesaggistica che è regolamentata dall’art. 146 del D.lgs. 42/2004. L’iter procedurale come sopra indicato è evidente che non consenta una celerità degli interventi, inoltre nella prescrizione fitosanitaria si chiede in primis di provvedere all’operazione di salvataggio della palma con la dendrochirurgia, quando fattibile, ma che garantisce poi la stabilità della stessa?
Caro Presidente, come puoi intuire tutto diventa veramente complicato, e salvare il nostro patrimonio arboreo è quantomeno utopistico in tale situazione economica e soprattutto amministrativa. Aiutaci a rafforzare con idonei atti amministrativi i contenuti delle prescrizioni fitosanitarie e a demandare al Servizio Fitosanitario Regionale di pubblicizzare la prescrizione std effettuando i sopralluoghi a posteriori per verificare che l’intervento venga eseguito come da protocollo regionale, di fatto lasciando più autonomia decisionale a noi Comuni. Nel frattempo continueremo a valutare con esperti del settore la tipologia di pianta più idonea a sostituire nel tempo la nostra Phoenix Canariensis , che gli stessi esperti del settore agronomo ci danno come esemplare destinato all’estinzione nel giro di pochi anni.
Certi della tua sensibilità sul tema esposto rimaniamo in attesa di Tuo cortese riscontro.