
Albenga. “Oramai è un classico del mio girare in Albenga. Quando passeggio per le nostre strade, incontro tanta gente. Molte persone le conosco, vuoi perchè sono miei pazienti, vuoi perchè sono amici o conoscenti di vecchia data. Molte altre, invece, pur non conoscendoci direttamente, mi salutano per avermi letto sui quotidiani o sui social e spesso per aver condiviso idealmente le mie battaglie. Oggi torno alla carica, perchè quando c’è di mezzo una donna che ha subito maltrattamenti dal marito tra le mura domestiche ed è costretta per una qualche ragione a lasciare la casa di residenza con la figlia a carico, divento una belva se mi accorgo che le istituzioni, e cioè in primis il Comune, latita nel provvedere ad un supporto immediato e condivisibile”. A sollevare il problema è il consigliere comunale di Forza Italia Eraldo Ciangherotti che auspica un intervento dell’amministrazione comunale.
“Una donna di Albenga, di cui mantengo l’anonimato per ovvie ragioni, si trova in una condizione di disagio estremo. Vicina all’età pensionabile, ma, grazie alla Fornero e compagni, ancora in servizio costretta a lavorare per altri due 2 anni prima di poter raggiungere i requisiti necessari per la pensione, invalida al 70%, con un dispositivo impiantanto nel torace per cercare di tenere sotto controllo le anomalie del battito del suo cuore, ad oggi è fuori casa insieme alla sua figlioletta per aver subito lei e la sua ragazzina, dal proprio marito e padre, una violenza domestica salita agli onori della cronaca poche settimane fa. Con successivo ricovero in Pronto soccorso, prognosi di una settimana per la ragazzina, di 21 giorni per la donna, che, dopo aver presentato regolare denuncia, sono state invitate a rientrare a casa, avendo il marito ricevuto un ammonimento dalla Questura. Bene, queste due donne, madre e figlia, non sono ancora tornate a casa, perchè hanno paura e tutto ciò è comprensibile. Non entro nelle dinamiche familiare ma registro soltanto il loro grido di aiuto disperato: ‘Al momento siamo fuori casa e non possiamo permetterci l’ affitto di un’altra casa con il misero stipendio mensile. Non abbiamo neppure un autoveicolo per dormire o spostarci all’occorrenza, ad oggi siamo in attesa di una sistemazione di emergenza’” spiega Ciangherotti.
“Adesso ditemi voi se non devo protestare. Facciamo tante parole quando si registra un femminicidio, il prossimo 25 novembre ci riempiremo la bocca per commentare la giornata nazionale contro la violenza sulle donne, siamo pronti a fare cortei in piazza in ogni luogo quando si verificano brutali assassini, e quando ci troviamo di fronte a campanelli di allarme che suonano a sirene spiegate, dormiamo e non facciamo nulla? Assessore Simona Vespo, sei una donna prima ancora che un rappresentante delle fasce deboli nelle Istituzioni. Requisisci temporaneamente un alloggio vuoto presso le case popolari di Albenga per motivi di sicurezza, mi risulta ci sia libera da 4 anni un’unità abitativa un tempo occupata da un signore che oggi è serenamente sistemato in una casa di riposo del comprensorio. Fa in modo di metterci questa famiglia ‘disgraziata’ temporaneamente per un anno, fino a quando non potranno partecipare al bando delle case popolari per avere una sistemazione definitiva” propone il consigliere di Forza Italia.
“Non si può assolutamente tergiversare su queste disgrazie. Proporre un alloggio isolato a Campochiesa non è la soluzione a questo caso, per ovvie ragioni comprese tra la sicurezza della famiglia e l’invalidità della mamma. La donna che subisce violenza domestica deve ricevere una protezione immediata ed urgente, per far sì che non abbia la percezione di sentirsi abbandonata. Non arriviamo ai casi estremi in cui resta solo da ammettere di non essere arrivati in tempo” conclude Ciangherotti.