
Borghetto Santo Spirito. “Non solo il sindaco ha utilizzato in modo inappropriato un canale informativo dell’amministrazione comunale per attaccare due consiglieri di minoranza, ma ha anche affermato cose non vere per le quali speriamo vorrà scusarsi. In ogni caso, abbiamo deciso di dare incarico al nostro avvocato di verificare se sia il caso di procedere legalmente allo scopo di tutelare la nostra immagine e soprattutto il nostro operato”. I consiglieri della lista civica di minoranza “Liberiamo Borghetto” Pier Paolo Villa e Daniela Guzzardi non le mandano a dire e attaccano a visto aperto il primo cittadino Giancarlo Canepa.
Il casus belli sono le dichiarazioni che il 20 ottobre scorso il sindaco ha rilasciato tramite comunicato stampa (e che poi sono state riprese e pubblicate anche sulla pagina Facebook del Comune di Borghetto Santo Spirito) e contenenti alcune “Precisazioni sulle competenze della commissione consiliare capigruppo” che dovrà occuparsi di fare luce sul ben noto buco di bilancio.
Come ricordato da Villa e Guzzardi, dieci giorni fa il sindaco aveva dichiarato: “Questo neppure a fronte del risparmio del gettone di partecipazione alle sedute consiliari, ammontanti in passato a 17 euro, al quale hanno dichiarato di rinunciare i consiglieri Villa e Guzzardi ma riguardo al quale ad oggi nulla è stato formalizzato”.
Un’affermazione “assolutamente non vera” e che ha lasciato “allibiti” Villa e Guzzardi, i quali ora replicano: “Ancora una volta il sindaco Canepa ha utilizzato in modo non appropriato un canale informativo dell’amministrazione. E questa volta lo ha fatto per attaccare politicamente e pubblicamente due consiglieri di minoranza”.
“Vogliamo far presente al primo cittadino, qualora non ne fosse ancora a conoscenza, che i sottoscritti hanno rinunciato non solo al gettone consiliare, bensì ad ogni emolumento inerente la carica di consigliere comunale. E questa dichiarazione di rinuncia, a dispetto di quanto da lui dichiarato, è avvenuta tramite Pec quasi quattro mesi fa, ed esattamente il giorno 4 luglio”.
“Pertanto, alla luce di quanto sopra espresso, abbiamo deciso di dare incarico al nostro legale per verificare se sia il caso di procedere legalmente allo scopo di tutelare la nostra immagine e soprattutto il nostro operato. Detto ciò, profondamente delusi, ci attendiamo a questo punto delle doverose scuse formali e pubbliche, nella speranza che un fatto così clamoroso possa portare, in futuro, per lo meno, maggiore rispetto delle persone e dei rispettivi ruoli”.