
Alassio. Nell’agosto scorso due persone erano finite in manette con l’accusa di spaccio di droga all’interno della spiaggia libera attrezzata di Alassio. Nei guai erano un albanese di 27 anni, Klodian Xheka, residente a Torino, e un bagnino di 52 anni della città del Muretto, Cristiano Ottonello, che secondo l’accusa dei militari del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Alassio collaborava con il pusher.
Una ricostruzione che il cinquantaduenne ha sempre contestato con decisione negando di essere coinvolto nel giro di spaccio di Xheka. Proprio l’albanese, tra l’altro, aveva anche scagionato il bagnino spiegando che era estraneo alla custodia e allo spaccio dello stupefacente.
Proprio per dimostrare la sua estraneità ai fatti Ottonello, che era difeso dall’avvocato Loredana Ermia, aveva scelto di essere giudicato con un rito ordinario che si è concluso con la sua assoluzione “per non aver commesso il fatto”. Klodian Xheka invece è stato condannato ad un anno e sei mesi di reclusione e 2000 euro di multa con il rito abbreviato (il pm aveva chiesto invece due anni e 4 mesi di reclusione).
Il blitz che aveva portato all’arresto dei due era scattato dopo un breve servizio di osservazione dei militari che avevano notato Xheka, apparentemente arrivato in Riviera come vacanziere, mentre cedeva dell’hashish ad uno studente minorenne di Milano, in soggiorno estivo ad Alassio. Lo straniero era stato subito bloccato e controllato dagli uomini dell’Arma che, nel corso della perquisizione, erano riusciti a trovare il nascondiglio della droga nella spiaggia libera attreazzata (all’altezza della chiesa di Sant’Anna) da dove erano saltati fuori altri 3 grammi di hashish, due dosi di cocaina alla stato puro e due pastiglie di ecstasy.
I successivi accertamenti investigativi avevano portato a ritenere che il bagnino fosse una sorta di collaboratore del pusher (secondo l’accusa aveva il compito di controllare che nessuno si avvicinasse al “deposito” della droga). Accuse che, da subito, Ottonello aveva respinto spiegando di aver solo parlato coi ragazzi che avevano poi acquistato lo stupefacente, ma senza avere nessun legame con l’albanese).
Sulle prime però il suo arresto era stato convalidato, ma Ottonello era tornato libero senza nessuna misura cautelare. L’albanese invece era rimasto in carcere.