
Ve ne avevamo parlato in tempi non sospetti ed ora ve lo riproponiamo con l’orgoglio di essere stati tra i primi a metterlo in luce.
Si chiama Jens Odgaard e dalle parti di Milano, da sabato pomeriggio 16 settembre, è diventato conosciutissimo: è stato lui, infatti, con una fantastica tripletta, a decidere il derby Primavera Milan-Inter, giocato allo stadio Chinetti e finito non a caso 3 a 0.
Una prestazione importante, da giocatore fatto e finito, il prototipo dell’attaccante moderno, capace di trafiggere in ben tre occasioni una retroguardia retta da un fuoriquota mica male come Gabriel Paletta (31 anni), giocatore fino a qualche tempo fa nel giro della Nazionale. Eppure, quel lungagnone di Odgaard, non si è fatto problemi: ha messo in mostra tutto il suo bagaglio tecnico e il suo senso del gol, dimostrando di possesre un repertorio completo. Ha aperto le marcature con una rete di esterno in pallonetto vellutato sul povero Guarnone, poi ha piazzato in totale scioltezza di sinistro (con un diagonale scoccato quasi dalla linea di fondo), infine ha mostrato di essere in possesso di una dote non da poco per un attaccante: quella di trovarsi sempre al posto giusto nel momento giusto, appoggiando in rete con un tocco di petto, da perfetto opportunista, il pallone del definitivo 3 a 0.
In tanti si sono chiesti :”Ma questo Odgaard dell’Inter Primavera, alla fine, è spuntato dal nulla?”- Ovviamente no, rispondiamo noi. Gli osservatori di calcio giovanile sanno che si parla di uno dei prospetti internazionali più interessanti. Il suo nome si è iniziato a sentirlo con una certa frequenza dopo l’Europeo Under 17 dello scorso anno in Azerbaigian, quando le super-prestazioni con la selezione della Danimarca gli sono valsi in patria il soprannome di “nuovo Dolberg”.
Già con il Lingby, però, nella seconda divisione danese – in prima squadra – Odgaard aveva dimostrato di saperci fare con 4 gol in 17 apparizioni. Per portarlo a Milano, l’Inter ha dovuto battere la concorrenza di diversi club, Fiorentina su tutti, con Pantaleo Corvino che non ha potuto fare nulla per opporsi all’offerta presentata da Piero Ausilio (per la precisione dal vice ds Dario Baccin) in rappresentanza dell’Inter/Suning. Quel che è certo, dopo la sontuosa prestazione contro i ragazzi di Gattuso, è che i suoi estimatori sono aumentati. I tifosi nerazzurri sono già desiderosi di vederlo esordire a San Siro come vice Icardi (lui è biodo naturale e non platinato); quelli delle altre squadre, sperano di goderne le prestazioni in Primavera ancora un po’.
Almeno fino a quando il futuro da predestinato di Odgaard non lascerà posto ad un presente da protagonista a tutti i livelli. L’Inter quindi non si è limitata a contattare Pellegri, Salcedo e Coulibaly, ma tesserando Jens Odgaard, ha dimostrato di fare sul serio. Un affare importante, visto che il ragazzo prelevato a 1,2 milioni di euro più bonus, è già stato valutato 10 milioni. Samaden responsabile del settore giovanile nerazzurro ha battuto sul tempo anche la concorrenza di Roma, Ajax, Arsenal, Borussia e Copenaghen.
Sarà ora la Youth League a dire a Vecchi e Spalletti quanto vale veramente questo corazziere nordico. D’altronde per chi abita in un condominio di 188 cm per quasi 80 chili di strapotere atletico le cose da temere sono pochissime, di sicuro non i contatti con i diretti marcatori.
Ma del Gulliver nerazzurro nel mondo dei lillipuziani del campionato Primavera 1 c’è di più, molto di più: i movimenti senza palla sempre utili all’economia del gioco, le sponde da torre dell’attacco per i partner di turno e una presenza scenica nell’area da bomber consumato che lo portano sempre ad essere nei pressi del pallone in zona calda per diventare letale. Complimenti a chi è riuscito ad andare a prenderlo perché è un giocatore con prospettive importanti e ampi margini di miglioramento e può diventare davvero forte.