Gentile redazione, il consigliere regionale Pietro Oliva, accogliendo le pretese dei cacciatori più estremi, chiede di riaprire la caccia allo storno (contro il diniego del suo stesso governo e la multa milionaria che l’unione europea minaccia), colpevole secondo lui di arrecare danni all’agricoltura e insozzare le città ed i monumenti; prima di parlare dovrebbe imparare, magari da qualche contadino vero, che gli storni si cibano principalmente delle olive che contengono una larva dannosissima per le piante. Mentre città e monumenti hanno ben altri guai da temere (smog, sporcizia “umana”, etc.). Caccia allo storno o ai voti?
Luciano Pescetto, Savona