
Alassio. Nascondeva la droga, interrandola, in una spiaggia libera attrezzata di Alassio e poi, mentre quello che – secondo i carabinieri – era il suo complice teneva d’occhio il nascondiglio, lui si muoveva per le consegne ai clienti. Il mercato dello spaccio che un albanese di 27 anni, Klodian Xheka, residente a Torino, aveva messo in piedi con il contributo di un italiano di 55, Cristiano Ottonello nella città del Muretto è stato però stroncato grazie alle indagini dei militari del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Alassio che, da qualche tempo, li tenevano d’occhio.
Ieri sera è scattato il blitz decisivo per arrestarli: i militari hanno notato Xheka, apparentemente arrivato in Riviera come vacanziere, mentre cedeva dell’hashish ad uno studente minorenne di Milano, in soggiorno estivo ad Alassio. Lo straniero è stato subito bloccato e controllato dagli uomini dell’Arma che, nel corso della perquisizione, sono riusciti a trovare il nascondiglio della droga nella spiaggia libera attreazzata (all’altezza della chiesa di Sant’Anna) da dove sono saltati fuori altri 3 grammi di hashish, due dosi di cocaina alla stato puro e due pastiglie di ecstasy.
I tempestivi accertamenti investigativi hanno permesso però di identificare anche il presunto collaboratore del pusher, il cinquantacinquenne italiano che, secondo i carabinieri, aveva il compito di controllare che nessuno si avvicinasse al “deposito” della droga.
Questa mattina Xheka e Ottonello sono stati processati per direttissima in tribunale. Il cinquantacinquenne italiano in aula ha negato qualsiasi coinvolgimento con l’attività di spaccio di droga (avrebbe spiegato di aver solo parlato coi ragazzi che hanno poi acquistato lo stupefacente, ma senza avere nessun legame con l’albanese). Una versione che, evidentemente, anche alla luce degli elementi raccolti dai carabinieri, non è stata ritenuta credibile dal giudice che ha convalidato entrambi gli arresti. Per l’albanese è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre Ottonello (al quale il giudice ha riconosciuto di aver dato “un contributo minimo” all’attività di spaccio) è tornato libero senza nessuna misura cautelare. Vista la richiesta di termini a difesa il processo riprenderà il prossimo settembre quando gli imputati decideranno se procedere con un rito alternativo oppure no.
Era da qualche tempo che i militari del nucleo operativo monitoravano movimenti, azioni e abitudini della coppia. Gli uomini dell’Arma alassini, guidati dal maggiore Massimo Ferrari, ritengono di aver stroncato sul nascere un mercato della droga che, sicuramente, stava per svilupparsi in modo florido considerato anche l’elevato numero di turisti, in particolare giovani, che fanno uso di stupefacenti.
Le indagini, in ogni caso, continuano per valutare il coinvolgimento di altre persone nell’attività. Il personale in borghese del nucleo operativo, già impegnato quotidianamente nei servizi di prevenzione e controllo del territorio, quindi si concentrerà in particolare nel contrasto dello spaccio e del consumo di sostanze stupefacenti. In questo fine settimana, poi, come già annunciato, le pattuglie automontate, a piedi, i servizi in borghese, saranno intensificati per rendere sicuro il cittadino e garantire un sereno relax ai vacanzieri.