
Immaginate un bambino di cinque anni e mezzo o sei con il suo zainetto riempito con lenzuolino, pigiama e spazzolino da denti che si reca alla scuola dell’infanzia, di sera, per affrontare la Notte a scuola insieme con le sue maestre ma senza mamma e papà…ora aggiungete un’altra ventina di bambini e vedete la scena di questi piccoli uomini che preparano il loro lettino e escono per una serata in pizzeria con alcune delle maestre che li hanno accompagnati nel loro percorso di crescita durato tre anni.
A rientro a scuola, indossato il pigiama e accomodati ciascuno nel proprio lettino, arriva una sorpresa: una fatina un po’ bizzarra dai capelli rosa chiamata Rosina, tutta avvolta da veli bianchi e dalla voce particolare (forse per non farsi riconoscere) porta ai bambini alcuni doni per accompagnarli alla nanna e far bei sogni.
È così che stato condotto il progetto “Una notte a scuola” presso la Scuola dell’Infanzia di Borghetto Santo Spirito, un’esperienza che si rinnova ormai da anni e che rappresenta un momento di formazione, emozione, un rituale di passaggio per i bambini dell’ultimo anno di frequenza che poi a settembre inizieranno la Scuola Primaria.
Quest’anno è stata grande l’affluenza e la notte è trascorsa in modo sereno per i bambini… e anche per i genitori che, un po’ in apprensione al momento del distacco, li hanno riabbracciati orgogliosi della grande impresa la mattina seguente.
Lettera da Borghetto Santo Spirito