
Roccavignale. Un valbormidese non si stupisce di leggere scritte scherzose, che apparentemente sembrano non avere senso, sull’asfalto o sui muri di sostegno lungo le strade. Non è così per chi non conosce bene il folklore valligiano, per chi transita per caso o, ad esempio, per chi frequenta il territorio da poco, magari per motivi di lavoro.
Ecco ciò che è accaduto a Roccavignale lo scorso fine settimana, quando la nuova farmacista del paese, di Celle Ligure, si è trovata una scritta a lei incomprensibile nei pressi della sua attività. Gli amici del giovane del paese che stava per convolare a nozze, sapendo che avrebbe detto il fatidico sì ad una farmacista “foresta”, gli hanno consigliato di fermarsi (con tanto di freccia disegnata) dalla collega rivierasca “buona”, per non tradire lo spirito campanilistico.
Una goliardata che ora avrà un costo: se in passato, infatti, era concesso scrivere con la calce su strade e muri, ora è severamente vietato e scatterà la sanzione, come ammette seppur a malincuore lo stesso sindaco Amedeo Fracchia. Per questo motivo, in Valbormida, come in altre zone, specie in corrispondenza di incroci, ora è più frequente trovare striscioni che invitano gli sposi a non prendere la direzione della chiesa o del comune dove avverrà la cerimonia, ma a fuggire dal destino matrimoniale. Slogan che vengono puntualmente rimossi il giorno stesso, mentre per le scritte occorreva attendere che le piogge e il tempo facessero il loro corso.
La tradizione è stata modificata anche dai neo maggiorenni: in occasione dei festeggiamenti della cosiddetta leva dei 18, se in passato la domenica mattina quasi ogni abitante, specie dei piccoli comuni, si trovava una battuta in calce davanti a casa, ora non succede più, e poiché preparare gli striscioni richiede molto tempo, i coscritti preferiscono dedicarsi solo agli amici più intimi o a pochi personaggi locali di forte ispirazione.