
[thumb:1942:l]Savona. Torna alle origini monsignor Lavagna, in occasione del suo novantesimo compleanno. Il sacerdote è stato infatti invitato nella parrocchia di Nostra Signora della Neve, nel quartiere savonese delle Fornaci, per festeggiare il suo anniversario, insieme alla comunità che lo vide viceparroco di don Mario Frumento, nei primi anni ’50, e dove potrà ritrovare non pochi suoi ex chierichetti.
Monsignor Lavagna, per tanti anni in servizio presso la Radio Vaticana, celebrerà la Messa delle 17,30 di giovedì 20 novembre, alla quale sono stati invitati quanti lo hanno conosciuto in parrocchia o hanno collaborato con lui negli spettacoli che il sacerdote, grande appassionato di teatro, realizzò a Savona.
Una passione confermata anche in questo frangente: dopo la Messa, infatti, avrà luogo un breve intrattenimento con la proiezione di alcuni stralci delle più significative opere teatrali registrate di don Lavagna: “Marcellino pane e vino”, “I fioretti di Santo Francesco”, un documentario su Cristoforo Colombo, e il “Mistero del Corporale”, pièce che il sacerdote realizzò per il congresso eucaristico di Savona del 1950 (fu rappresentata nel teatro degli Scolopi) e che è stata ripresa recentemente per il congresso eucaristico diocesano di Palermo nella veste di opera lirica.
Per questo revival monsignor Lavagna ha scelto la parrocchia delle Fornaci a preferenza di quella di Spotorno, l’altra dove fu viceparroco, perché proprio nella zona delle Fornaci l’allora giovane sacerdote, facendo l’autostop, ricevette un passsaggio in macchina dal governatore della Città del Vaticano, il conte Enrico Galeazzi, il quale, durante il tragitto, chiacchierando con don Lavagna senza dirgli chi era, venne a sapere della passione del sacerdote per il teatro e del suo ruolo di consulente religioso presso la sede Rai di Genova.
Solo dopo qualche giorno l’allora vescovo monsignor Giovanni Battista Parodi ricevette una lettera nella quale si chiedeva il benestare per una chiamata di don Lavagna presso la Radio Vaticana. Benestare che arrivò dopo che il vescovo scoprì che, in realtà, don Lavagna non aveva “trafficato” per ottenere quella chiamata. Dalle Fornaci a Roma, insomma, e adesso da Roma alle Fornaci per festeggiare un compleanno ottimamente portato.