
Liguria. “Solo in Liguria mancano all’appello oltre 300 operatori della sicurezza e altrettanti sono prossimi ad ingrandire il buco perché vicini alla pensione”. È il “j’accuse” di Fabrizio Pronzalino, coordinatore regionale del Silp Cgil (Sindacato Lavoratori di Polizia), che rincara la critica: “Abbiamo visto chiudere posti di Polizia Ferroviaria e subito dopo correre a rinforzarli per le aggressioni subite dai pendolari. Abbiamo visto tentativi di chiudere uffici della Polizia postale, come a Savona, ma poi si legge che grazie a loro, i pochi rimasti, si è condotta un’indagine lodevole sul fenomeno del momento, il ‘Blue Whale'”.
“Si voleva pure ridurre la Polizia di frontiera, inutile aggiungere altro! Chi rimarrà, comunque, avrà un’età media superiore ai 50 anni ma, fino ad ora, sembra che nessuno continui a preoccuparsi – attacca ancora il rappresentante sindacale – Eppure c’è sempre un momento in cui ci si ricorda dell’insostituibile capacità di tracciare un segno con una matita. Una capacità che rientra, ancora, tra le massime libertà democratiche; un segno che non si perderà tra i cerchi dello stagno ma che, forse, riuscirà a salvare qualche vita in più”.
“Il sacrificio dei nostri poliziotti ha contribuito a far dell’Italia un Paese preso ad esempio nel mondo. La Sicurezza, ribadiamo ormai da tempo, non può venire rapita dall’aritmetica ma deve correre su un binario privilegiato perché in ballo c’è la vita”, sono ancora le parole di Pronzalino.
Infine un riferimento anche ai recenti attacchi terroristici in Gran Bretagna. “Ogni volta, in quelle tragiche circostanze, si trova qualche eroe che pone fine al terrore e alla morte di innocenti – dice Pronzalino – Spesso sono poliziotti che si trovano ad indossare un’uniforme senza essere armati, se non di uno sfollagente, ma non esitano a scagliarsi contro i terroristi che impugnano armi pesanti. Altre volte sono poliziotti liberi dal servizio che non si tirano indietro, non cambiano lato della strada. Di questi eroi ce ne sono e saranno sempre ma purtroppo tutto ciò non basta. Non basta perché ci sono responsabilità che comportano conti umani, in termini di vittime. Non basta perché, proprio ora che si sta aprendo la porta alle consultazioni politiche, proprio ora che, questo è il sistema Italia, questo sì, i partiti si rincorrono per contendersi il miglior ingegnere elettorale, capace di fare miracoli moltiplicando “biblicamente” gli scranni, il tema sicurezza ha ancora la possibilità di essere inserito nei programmi. Magari per una volta,
anche solo una, la competizione avrà la possibilità di portare un risultato migliore per tutti”.