
[image:9673:r:s=1]Finale Ligure. “Lo Stato non si è dimenticato di noi, si è fatto sempre sentire vicino anche ora che sono passati cinque anni dall’attentato”. Così Sergio Ghione, padre di Daniele Ghione, il maresciallo capo ucciso nell’attentato di cinque anni fa a Nassiriya, nel corso di una cerimonia di commemorazione, stamani, a Finale Ligure.
“E’ una vicinanza che ci fa piacere, anche se nessuno mi potrà più restituire mio figlio” ha detto ancora Sergio Ghione, nel corso della cerimonia cui ha preso parte, oltre all’amministrazione comunale, il generale Salvatore Scoppa, del comando regionale dell’Arma dei carabinieri, alcuni reduci della missione in Iraq, commilitoni del maresciallo ucciso e i bambini delle scuole cittadine.
Ghione, un diploma da geometra, la passione per il free klimbing, e per il karate, un carattere solare, “aveva partecipato alla missione del 2003 felice di poter aiutare gli altri – ha ricordato il padre Sergio pure lui carabiniere – E’ tornato avvolto in una bandiera tricolore sicuro però di aver fatto sino in fondo il suo dovere di carabiniere”.