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Rosso pistacchio

La Madonnetta si racconta: “Ricordo i marinai devoti, la guerra e i giovani festanti. E mi sento sola”

Marzia Pistacchio
14 Marzo 2017 alle 13:29
14 Marzo 2017
La Madonnetta si racconta: “Ricordo i marinai devoti, la guerra e i giovani festanti. E mi sento sola”
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"Rosso Pistacchio" è la rubrica al femminile di IVG: ogni martedì si parla di donne con Marzia Pistacchio

“Rosso Pistacchio” è la rubrica di Marzia, che ama definirsi “una truccatrice struccata”. Uno spazio al femminile dal taglio volutamente “leggero” in cui parlare a 360 gradi di tutto ciò che ruota intorno alle donne. In salsa savonese, naturalmente.

Ci sono notti nelle quali non passa nemmeno un gozzo e non ci sono stelle né luna. Sono le notti in cui il mare è una lama di ossidiana e, se il traffico si placa sulla strada, riesco quasi a sentire lo scalpiccio goffo dei cormorani che si acquattano nel nido, il salto audace e argenteo delle sarde in fuga dalla palamita, e quello allegro e ambizioso dei pesci volanti.

In quelle notti mi sento sola.

Ci sono stati anni in cui ricevevo la visita di marinai devoti: interrompevano la voga e mi cercavano con lo sguardo, e levavano il cappello in segno di rispetto. I più appassionati e temerari arrivavano sino a qui, arrampicandosi con le mani nodose e scure, e i calzoni di tela genova rosi dal sale e morsi dal sole. Alcuni depositavano un bacio casto, altri un fiore, altri una carezza leggera.

Ci sono stati anni in cui non vedevo più giovani ma solo volti canuti e affamati di vecchi questuanti alla ricerca della mia protezione, della mia benedizione per una pesca fruttuosa. In quegli anni, in una bella giornata di ottobre, dal cielo ancora azzurro di estate piovvero bombe. Tante bombe. Sul porto, nel mare, su di me.

Poi vennero anni colorati, sulla strada piccole scatolette allegre e stracolme di famiglie. Sono stati anni allegri, anni di nonne con le cuffie colorate in testa, di signore paffute con delle buffe e grosse ciambelle per nuotare. Sulla spiaggia era tutto un brulichio di bambini e di gelati, e di mamme con le mani sui fianchi che gridavano di non andare così lontano.

In quel periodo, a dire il vero, nessuno saliva più per la preghiera, ma la compagnia non mancava: era sempre un via vai di giovanotti festanti e sbruffoni, una gara continua al tuffo più audace, alla prodezza più coraggiosa e pericolosa. Me li ritrovavo appollaiati come pennuti sgraziati, abbronzati e sfrontati, in attesa di esibirsi nel tuffo più atletico a favore dei begli occhi di qualche fanciulla rimasta sulla terra ferma.
E la spiaggia cominciò a popolarsi: comparvero porte, comparvero finestre colorate, loggioni a picco sulla roccia, ballatoi di canne, ponticelli di tela e ombrelli e sedie e poi facce, risate e vita.

Da qui sentivo il profumo della legna che ardeva sui falò, l’odore di brace e di lasagna della domenica. Sentivo le chitarre notturne, le canzoni stonate e fin qui arrivavano gli echi dei baci e delle parole d’amore… quante parole d’amore!!! Venivano fin qui, gli innamorati, nelle notti in cui le stelle erano a filo d’acqua, e le meduse brillavano come lanterne nel buio, venivano qui e lasciavano tra le onde sospiri, promesse, bugie, eternità.

Poi vennero le ruspe e le loro bocche da iene affamate. Caddero le finestre, le porte e i ballatoi, caddero i sogni, tacquero le voci.
Non per molto. In silenzio sono tornati gli innamorati, i pescatori, gli ex bellimbusti tuffatori, le mamme con le lasagne, i bambini che vanno troppo a largo… in silenzio sono tornati e hanno ricucito la spiaggia ferita, la hanno curata, la hanno amata.

Ci sono notti nelle quali non passa nemmeno un gozzo e non ci sono stelle né luna. Sono le notti in cui il mare è una lama di ossidiana e, se il traffico si placa sulla strada, riesco quasi a sentire lo scalpiccio goffo dei cormorani che si acquattano nel nido, il salto audace e argenteo delle sarde in fuga dalla palamita, e quello allegro e ambizioso dei pesci volanti.

In quelle notti mi sento sempre sola.

“Rosso Pistacchio” è la rubrica al femminile di IVG, ogni martedì a cura di Marzia Pistacchio: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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