
“Liguria ed efficienza pubblica non vanno a braccetto: a farne le spese sono cittadini e imprese che devono farsi spesso carico degli eccessivi costi sostenuti per burocrazia e servizi pubblici, a fronte di una scarsa qualità”. A dimostrarlo, secondo Confartigianato, sono i dati Istat e del ministero dell’economia e delle Finanze-Sose diffusi dalla recente analisi dell’ufficio studi Confartigianato (i dati si riferiscono al 2013 e sono gli ultimi disponibili).
L’analisi sulla nostra regione ha riguardato quasi la totalità dei Comuni. Sui 225 presi in considerazione emerge una spesa effettiva di oltre 1,2 miliardi. Ben 69 Comuni (il 30,7 per cento, quinta percentuale in classifica nazionale) risultano inefficienti: la loro spesa (283 milioni di euro) è di 39 milioni maggiore rispetto al loro reale fabbisogno (gap del 16,2 per cento), ma offrono servizi di peggior qualità. Altri 92 Comuni (il 40,9 per cento) sono considerati sotto livello, spendono cioè meno del fabbisogno standard, ma offrono anche meno servizi. La loro spesa è di 591 milioni, 90 in meno rispetto al fabbisogno reale. 49 Comuni in Liguria (il 21,8 per cento) sono sopra livello, il che significa che spendono una cifra maggiore rispetto allo standard (in questo caso 350 milioni, 92 in più rispetto al fabbisogno), ma offrono anche servizi migliori. Infine, solo il 6,7 per cento dei Comuni liguri (15) risultano efficienti: meno spesa (11 milioni), servizi migliori. Il risparmio è di 2 milioni di euro.
Guardando al resto dell’Italia, i Comuni inefficienti sono 1.284, circa il 20 per cento, ma rappresentano il 30,7 per cento (oltre 10 miliardi) del totale della spesa. Il gap più consistente tra spesa effettiva e fabbisogno standard è quello di Caserta (40,9 per cento), seguito da Reggio Calabria (40,5 per cento) e Rieti (39,5 per cento). In valore assoluto colpisce Roma, in cui il divario è di quasi 585 milioni di euro.
Torniamo alla Liguria e osserviamo le diverse situazioni nelle province. In provincia di Savona la maggior parte dei Comuni esaminati sono sotto livello: 30, pari al 44,1 per cento. Gli inefficienti sono il 23,5 per cento (16). Rispettivamente, la loro spesa effettiva è di 60 e 47,7 milioni. Ma la fetta più consistente di spesa (114 milioni, quasi la metà del totale) è riconducibile ai 15 Comuni savonesi sopra il livello standard, che cioè offrono più servizi (e migliori) a fronte di una spesa maggiore. Non rientra tra questi la città di Savona, anch’essa sotto lo standard come la maggior parte delle altre città della provincia. Risparmia (spesa di 40,7 milioni sui 44 di fabbisogno) ma è poco efficiente soprattutto in tre settori: smaltimento rifiuti, polizia locale e altri servizi generali. Inefficiente su Tpl e ufficio tecnico, efficiente per ciò che riguarda invece la gestione del territorio, la viabilità, l’istruzione e i servizi come anagrafe, statistica, elettorale.
“Ne emerge una situazione di scarsissima virtuosità, in cui la Liguria purtroppo spicca in negativo – commenta Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – Un panorama in cui a prevalere sono gli alti costi per la burocrazia a fronte di inefficienze allargate a moltissimi settori e alla qualità dei servizi. Tutto ciò va a pesare sui cittadini e sulle piccole imprese, costrette ancora una volta a sostenere le spese di una cattiva gestione”.