
Regione. “Ho letto attacchi vergognosi su presunte mie assenze ai lavori d’aula. Una bufala vera e propria con cui si gonfiano consapevolmente alcune cifre, in spregio alla realtà e all’evidenza”.
Inizia così la nota con cui Alice Salvatore, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, replica alle dichiarazioni dell’esponente di Rete a Sinistra Gianni Pastorino, che ha quantificato le presenze complessive dei consiglieri regionali da inizio legislatura ad oggi: la partecipazione alle sedute del consiglio, agli UPI e alle commissioni, con percentuali basate sulle effettive convocazioni individuali.
Secondo Rete a Sinistra i dati che emergono riservano sorprese: “Quello che colpisce è che dei consiglieri del M5S, solo uno raggiunge le 88 presenze. Non voglio svelare troppo della nostra ricerca, però posso dire che, dei tre gruppi di opposizione, il Movimento 5 Stelle è stato quello meno presente durante i lavori del consiglio; e fra i suoi consiglieri, il meno presente in assoluto è proprio Alice Salvatore. Non solo, su 24 consiglieri totali (esclusi quelli nominati assessori), Salvatore è al 23° posto per numero di presenze. È penultima, ha fatto peggio di alcuni membri della giunta”.
“I dati sono ancora più interessanti per quanto riguarda l’ufficio di presidenza integrato, organismo che programma i lavori del consiglio regionale. In questo caso, oltre al sottoscritto, sono soltanto 2 i colleghi sempre presenti: il presidente del consiglio regionale e il capogruppo di Forza Italia. Onestà vuole che siano moltissimi i colleghi con percentuali molto alte: però tra le più basse troviamo la collega Salvatore, con circa il 62% di presenze. È terzultima”.
Ultimo dato riguarda le commissioni, organi in cui si istruiscono gli atti che approdano in consiglio, in cui si evidenzia che i consiglieri con presenze superiori al 90% sono 5, fra cui Pastorino, mentre la collega Salvatore è più indietro, circa a “metà classifica”, facendo peggio di molti suoi compagni di movimento.
Oggi Salvatore si difende: “Il 62 per cento di cosiddette ‘assenze’ dall’Ufficio di presidenza è assolutamente pretestuoso poiché, nominalmente, sono presidente di gruppo, ma a presenziare in Upi è il nostro capogruppo di turno, ovvero chi sulla carta è il vicepresidente a rotazione, secondo la volontà del nostro gruppo consiliare. Quella cifra va a spalmarsi sul calcolo delle cosiddette ‘assenze’, falsando completamente il conteggio. Tutto questo il consigliere che ha sollevato la polemica lo sa benissimo, come tutti in consiglio, ma finge di ignorarlo per interessi personali e di bassa propaganda”.
“Ma, se non altro, le sue parole hanno avuto il merito di aprire un dibattito su cosa (non) sono le commissioni in Regione. Al di là delle audizioni di esponenti della società civile (unico vero momento di confronto con i territori), le commissioni sono troppo sovente svilite della loro funzione. Il potere delle commissioni è limitatissimo rispetto al consiglio, e, in assenza di telecamere e pubblico, i signori consiglieri colleghi di maggioranza (soprattutto), ma anche di minoranza, fanno volentieri il minimo indispensabile. Non di rado le cosiddette commissioni sono convocate all’ultimo momento utile, in funzione dell’urgenza della giunta nell’approvare un proprio provvedimento, e spesso capita che durino mezz’ora, in barba al ruolo fondamentale di organi democratico che dovrebbe essere il Consiglio Regionale con le sue Commissioni, e al dibattito democratico in sé, tale è la considerazione della Giunta Toti per i momenti di confronto”.

Prosegue il consigliere pentastellato: “Noi come MoVimento 5 Stelle, non appena siamo entrati in Regione, abbiamo proposto di rendere pubbliche le commissioni, per garantire trasparenza ed efficienza. Attraverso la trasmissione streaming delle stesse. La nostra proposta, a prima firma Fabio Tosi, da un anno e mezzo giace nei cassetti della Regione, non viene cioè mai calendarizzata. Rendano pubbliche le commissioni, poi ne riparliamo. Comincino dal rispetto dei cittadini che fanno sacrifici personali e lavorativi per assistere al consiglio regionale, che inizia regolarmente con un ritardo di 30 o 50 minuti”.
“Se vogliamo parlare di numeri, poi, il MoVimento 5 Stelle da solo produce il 53 per cento degli atti di tutto il consiglio e noi costituiamo appena il 20 per cento del totale dei consiglieri. Parliamo di qualità e quantità del lavoro prodotto. Dicessero quanto sono produttiva da questo punto di vista i colleghi tanto sensibili alla parola ‘cortigiani’. Dovrebbero dirlo non per me o per il MoVimento 5 Stelle, ma per rispetto dell’istituzione presso cui svolgiamo la nostra funzione pubblica”.