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Cerialese multato in Francia fa ricorso al ministero d’oltralpe: un pagamento “misterioso” chiude la pratica

"Evidentemente le autorità d'oltralpe hanno voluto chiudere la pratica pur senza ammettere esplicitamente che avevo ragione io”

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Cerialese multato in Francia fa ricorso al ministero d’oltralpe: un pagamento “misterioso” chiude la pratica
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Ceriale. Un “pagamento pervenuto” che in realtà non è mai stato effettuato ma che secondo il diretto interessato suona come “un modo per chiudere la pratica” e che di fatto conferma la ragionevolezza della sua protesta “senza farlo esplicitamente”. Pare essersi chiusa positivamente la questione riguardante il ricorso presentato al “ministère public près le contrôle automatisé” francese, al nostro ministero per le infrastrutture e i trasporti e anche ad Assoutenti da Antonio Pianese, ex commissario della polizia municipale di Ceriale finito nel mirino delle autorità d’oltralpe per ragioni automobilistiche.

Il 10 giugno dello scorso anno un autovelox posizionato all’altezza di Mentone aveva immortalato l’auto di Pianese mentre viaggiava ad una velocità superiore al limite consentito. Cinque mesi dopo, cioè lo scorso 15 novembre, l’ex agente cerialese si era visto recapitare a casa una “amende forfaitarie majoréee” con cui le istituzioni francesi gli imponevano di pagare una sanzione di ben 375 euro (ridotta a 300 in caso di saldo entro i 20 giorni dal ricevimento della lettera). Pianese, però, si era rifiutato di versare la somma richiesta e, anzi, ha deciso di presentare ricorso.
“Ovviamente non contesto il fatto di essere stato multato – spiegava lui qualche mese fa ad IVG.it – ma le modalità con cui mi è stata notificata la sanzione. Ritengo infatti che non siano state rispettare le prescrizioni contenute nella direttiva europea 413 del 2015 riguardante proprio la gestione delle multe in ambito di Unione Europea”.

La direttiva europea di cui parla Pianese ha lo scopo di agevolare lo scambio internazionale di informazioni riguardanti le infrazioni contro la sicurezza stradale in otto ambiti: eccesso di velocità; mancato rispetto dell’obbligo di utilizzare la cintura di sicurezza; passaggio con semaforo rosso; guida in stato di ebbrezza; guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti; mancato utilizzo del casco; transito illecito nelle corsie preferenziali e utilizzo illecito di cellulari o altri mezzi di comunicazione alla guida.

In base a questa direttiva, gli stati europei hanno accesso agli archivi automobilistici degli altri stati, dai quali possono prelevare tutte le informazioni sui trasgressori. In questo modo le persone che commettono una violazione saranno identificabili con maggiore facilità. In quest’ottica, gli stati si sono impegnati a introdurre dei punti di contatto nazionali tramite i quali effettuare lo scambio di informazioni. Ma se uno stato riceve una richiesta di informazioni è tenuto a informare il proprietario del veicolo, l’intestatario o la persona che sia sospettata di aver commesso l’infrazione.

Al di là di questi dettagli, secondo Pianese le autorità francesi non avevano rispettato quanto previsto dalla direttiva: “La normativa stabilisce che quando uno stato europeo decide di procedere nei confronti di qualcuno che ha commesso un’infrazione, deve inviare una ‘lettera d’informazione al proprietario, all’intestatario del veicolo o alla persona altrimenti identificata sospettata di aver commesso l’infrazione in materia di sicurezza stradale’ in cui viene indicata ‘ogni informazione pertinente, in particolare la natura dell’infrazione in materia di sicurezza stradale, il luogo, la data e l’ora dell’infrazione, il titolo della normativa nazionale violata e la sanzione e, ove opportuno, i dati riguardanti il dispositivo usato per rilevare l’infrazione’. Questa lettera, che deve essere scritta nella lingua del destinatario, rappresenta una sorta di avviso bonario con cui lo stato straniero in cui è stata commessa l’infrazione invita a pagare la multa, che per quello che riguarda il mio caso in particolare era di circa 70 euro”.

Pianese, però, non aveva ricevuto alcuna “lettera d’informazione” e soprattutto nessuna cartella di pagamento: “Se l’avessi ricevuta, avrei pagato subito in modo da evitare possibili rincari in caso di mancato versamento. Tra l’altro io non posso nemmeno dimostrare di non averla ricevuta e quindi contestare l’eventuale mancato invio da parte del ministero francese. In Italia, infatti, un qualsiasi atto giudiziario (comprese le multe) viene inviato tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Questo garantisce che il destinatario ha ricevuto la comunicazione e mette al sicuro sia l’istituzione che ha inviato la contestazione che il guidatore che ha commesso l’infrazione. Dal ricevimento certificato in poi, ogni inottemperanza è da imputare al destinatario. In Francia, invece, queste comunicazioni vengono inviate con lettera semplice, che non hanno la certezza matematica di essere sempre ricevute”.

Al posto della prima “lettera di informazione”, quindi, l’ex agente aveva ricevuto solo la “seconda richiesta” di pagamento, quella da 375 euro, e per di più solo in francese e non in italiano: “Ritengo di non essere stato informato tempestivamente (o comunque secondo quanto previsto dalla normativa) circa l’infrazione di cui sono accusato e quindi che non siano stati garantiti i miei diritti di informazione e di difesa e di non essere stato messo in condizioni di pagare la sanzione in forma ridotta, così come previsto dalla direttiva europea”.

Multa Pianese Francia Ceriale

Per tutti questi motivi, Pianese aveva deciso di rivolgersi alle autorità francesi e italiane (compresa Assoutenti) per far valere le proprie ragioni: “Quello che chiedo è l’annullamento dell’intero procedimento per la mancata comunicazione o notifica della lettera informativa o, in secondo luogo, l’annullamento della sanzione che mi è stata inflitta con l’atto che ho ricevuto a novembre. Chiedo semplicemente che siano garantiti i diritti previsti dalla normativa europea”.

Negli ultimi mesi, Pianese ha monitorato la situazione relativa alla sua pratica automobilistica tramite Antai, la “Agence Nationale de Traitement Automatisé des Infraction”, una sorta di ufficio verbali telematico a disposizione di tutti i “multati” su territorio francese. Collegandosi al sito qualche giorno fa, l’ex agente ha notato alla voce “Stato della sua pratica” una strada dicitura: “E’ pervenuto un pagamento”.

Il pagamento, in realtà, non è mai stato effettuato: “Evidentemente – spiega oggi Pianese con una certa soddisfazione – in questo modo le autorità d’oltralpe hanno voluto chiudere la pratica riconoscendo la fondatezza del mio ricorso pur senza ammettere esplicitamente che avevo ragione io”.

Luca Berto
14 Febbraio 2017 alle 17:31
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