
Savona. La vicenda della presunta truffa a danno della Provincia di Savona e relativa ai corsi di formazione organizzati dal centro formativo “Futura” della Confartigianato è approdata in udienza preliminare. Questa mattina il gup Maurizio Picozzi ha rinviato a giudizio Claudia Lava, impiegata di Confartigianato, mentre ha prosciolto da ogni accusa il direttore dell’Ente Mariano Cerro.
Secondo l’ipotesi del pm Ubaldo Pelosi, la truffa si sarebbe concretizzata alla luce di alcune irregolarità nella documentazione relativa ai corsi per parrucchiere ed estetiste finanziati da Palazzo Nervi. Nello specifico, la tesi della Procura, è che Claudia Lava sia stata pagata (l’ingiusto profitto è stato quantificato in circa tremila euro) per alcuni corsi di formazione ai quali in realtà non sarebbe stata presente come docente a differenza di quando risultava dai registri.
Di qui la contestazione mossa dal sostituto procuratore sia al direttore Confartigianato che all’impiegata per i quali era stato chiesto il rinvio a giudizio. Questa mattina l’accusa per Cerro, difeso dall’avvocato Fausto Mazzitelli, è completamente caduta.
Il giudice ha invece ritenuto che la posizione di Lava meritasse un approfondimento in dibattimento fissando l’inizio del processo per il prossimo luglio. Il legale della donna, l’avvocato Daniela Giaccardi, al termine dell’udienza ha precisato: “Come difesa contestiamo l’addebito. Svolgeremo le attività difensive per riportare in equilibrio la situazione”.
Secondo la tesi difensiva, non ci sarebbe stato nessun danno per la Provincia di Savona perché i corsi sono stati svolti regolarmente (nei casi in cui la docente era assente infatti è sempre stata sostituita).