Liguria. Scoppia il caso politico sul consigliere regionale del M5S Francesco Battisti dopo che è stata avviata la procedura per far valutare al collegio dei probiviri la condotta dell’esponente pentastellato annunciato dallo stesso Beppe Grillo sul suo blog, in coda ad un post con cui questa mattina ha attaccato gli eletti nel M5S che hanno deciso di lasciare il movimento: nel mirino del leader del M5S erano finiti l’ex capogruppo in Comune Paolo Putti e i colleghi Muscarà e Burlando. “Chi tradisce gli elettori e non è più d’accordo con il programma per il quale è stato eletto, se ne torna a casa e lascia spazio al primo dei non eletti”.
Battistini, appresa la notizia dell’avvio della procedura nei suoi confronti mentre prendeva parte a una commissione, è rimasto di sasso: “Io non ho violato alcun principio del M5S – dice – mi sono sempre confrontato in pieno stile del movimento e non mi sono nemmeno mai intromesso sul tema delle elezioni amministrative. Certo che se essere liberi, pensare e rispondere solo ai cittadini, parlare per migliorare il movimento che è il mio grande amore, ha come conseguenza quello di essere messo alla gogna, allora c’è un problema”.
Ma cosa ha fatto di male il consigliere spezzino per suscitare l’ira del capo? Certamente a Grillo (e non solo a lui) non è piaciuto il post con cui Battistini qualche giorno fa ha salutato l’addio al M5S di Paolo Putti che ha definito “un fratello” da ringraziare per “per aver perseguito, e per continuare a perseguire, i valori irrinunciabili che ti hanno portato nel M5S”. “Non è un logo che fa una persona onesta” aveva scritto Battistini.
Alcuni mesi fa, poi, Battistini si era dissociato dalla capogruppo Alice Salvatore chiedendo scusa a tutti i lavoratori delle Riparazioni Navali che erano arrivati in consiglio regionale proprio a causa di un’interrogazione presentata dalla Salvatore che ne chiedeva lo spostamento dal centro città. “E’ una cosa che rifarei – spiega Battistini – perché quell’interrogazione così formulata andava contro i principi del movimento”.
Per il resto Battistini si sente la coscienza, nei confronti degli elettori, più che a posto e aggiunge: “Facciano come credono, mi facciano un processo anche se non capisco su quali basi. Io, qualunque cosa succeda, intendo andare avanti a lavorare perché ho preso un impegno con i cittadini e intendo portarlo fino in fondo. Non voglio certo lasciare il M5S, ma se mi vorranno cacciare, porterò comunque avanti il mio mandato fino alla fine”.
“Il M5S si sta velocemente trasformando in un partito dai metodi totalitari” ha commentato il capo gruppo Pd Raffaella Paita. “Qualsiasi voce alternativa a quella del Capo (o sarebbe meglio dire dei due Capi: un ex comico e un’azienda come la Casaleggio Associati) viene puntualmente zittita e allo stesso tempo mortificata con un post di poche righe su Internet. Poi scatta la gogna, sempre via web, a cura dei fedelissimi, pronti immediatamente a puntare il dito sull’espulso di turno”.
“E’ mai possibile che un consigliere regionale eletto dai cittadini venga cacciato (o minacciato di essere cacciato) dall’oggi al domani perché decide di esprimere liberamente il proprio pensiero? Che idea di democrazia e libertà hanno nel M5S? Ormai abbiamo capito che chi viene eletto nel Movimento 5 Stelle non risponde ai cittadini, ma a Grillo e Casaleggio che possono decidere la vita o la morte politica di chiunque in base al proprio umore e alla propria discrezione unilaterale. E questi vorrebbero governare Genova e La Spezia? No grazie” conclude Paita.