
Dopo sedici anni il commissario tecnico azzurro è tornato al poggio (accompagnato dal team manager Gabriele Oriali) per una visita che era già stata programmata per fine novembre: l’allerta meteo, allora, aveva poi costretto a rimandare l’incontro con il gruppo blucerchiato, che invece c’è stato il 15 dicembre.
Con questa gradita visita ha proseguito il tour nei centri sportivi delle 20 squadre di Serie A (mancano solo Crotone e Pescara per completare il giro) facendo tappa proprio al Mugnaini, dove ha incontrato il direttore sportivo Carlo Osti, mister Marco Giampaolo, lo staff e i calciatori.
L’obiettivo di Ventura, con questo lungo excursus delle squadre di Serie A, è quello di creare un programma di ricambio generazionale: “Noi cerchiamo intanto di spiegare cosa tentiamo di fare e cosa abbiamo iniziato e cerchiamo anche di inserire giocatori giovani e soprattutto di mandare un messaggio anche alle società, in modo tale che se ci sono dei giovani validi è bene che giochino. Un bene, quindi, per le società ma anche per la Nazionale ed il calcio italiano” aveva detto in precedenti occasioni. Qualche parola con l’attuale allenatore dei Ferrero boys, il saluto agli amici rimasti a Genova e la ricerca di qualche indicazione anche per la sua Italia (motivo per cui in serata ha assistito anche alla sfida tra Genoa e Fiorentina a Marassi).
L’ex allenatore doriano ha poi assistito all’allenamento a base di riscaldamento atletico, finalizzazioni e partitelle a tema. con Ante Budimir e Fabio Quagliarella che hanno svolto programmi differenziati sul campo al pari di Emiliano Viviano, impegnato in esercizi di tecnica, potenziamento settoriale e terapie. Lucas Torreira è stato sottoposto ad una seduta di scarico, mentre Carlos Carbonero ha portato avanti il proprio iter di recupero agonistico.
Oltre ad essere genovese di nascita (quartiere di Cornigliano), Ventura alla Sampdoria ha vissuto momenti bellissimi sia come giocatore che come allenatore e si può dire che il blucerchiato l’abbia praticamente cucito addosso e tornare all’ombra della Lanterna, sia stata un’emozione grandissima: “Questo è un vero e proprio ritorno a casa. È un piacevole ritorno. Ho iniziato quando avevo tredici anni con la maglia del Doria, giocandoci per dieci-dodici anni ed in seguito ho fatto 5 anni nel settore giovanile da 1976 al 1981, altri due-tre stagioni come allenatore in seconda di Canali e Giorgis. I ricordi sono infiniti, per la stragrande maggioranza straordinariamente belli, poi alcuni meno belli. Per quegli anni sfortunati c’è rammarico, abbiamo buttato via un’occasione (stagione 99/2000 quota 62 ad un solo punto da Napoli, Atalanta e Brescia), però questo fa parte della via sportiva di ognuno di noi. Ripeto,uno spicchio della mia vita l’ho vissuta qui, quindi non potrò mai dimenticare”.
Non c’è che dire, quel ragazzo dei carruggi ne ha fatta di strada. Dalle giovanili della Sampdoria alla panchina della Nazionale, ha compiuto un percorso straordinario, non sempre facile, ma non per questo meno gratificante.