
Savona. Nonostante le smentite del diretto interessato, “la foto non è mia…”, anche la segreteria provinciale del Pd “spara a zero” sul consigliere comunale e consigliere provinciale Eraldo Ciangherotti, sommerso dalle critiche dopo aver condiviso su Facebook l’immagine di Michelle Obama che accoglie Melania Trump in “tenuta” da cameriera.
E monta il caso politico, con il Pd che rincara la dose: “Del fotomontaggio con protagonista l’ex first lady statunitense travestita da cameriera, postato ieri da Eraldo Ciangherotti, consigliere comunale ingauno di Forza Italia appena rieletto in provincia, non se ne sentiva proprio la mancanza”.
“Se spesso e volentieri prima di parlare è buona cosa contare fino a dieci, nel caso specifico, prima di fare il dilettante di photoshop allo sbaraglio sarebbe stato meglio contare almeno fino a mille. La satira politica è sottile e intelligente, non grossolana e demenziale. Gli intenti divertenti sono bonari e “leggeri”, non irriguardosi e pesanti. L’ironia è faccenda arguta, non sguaiatezza e, evidentemente, non alla portata di tutti”.
“La signora in questione non ha certo bisogno di difese d’ufficio. E questa non lo è. E, tanto meno, si tratta di falso buonismo o di fare una tempesta in un bicchier d’acqua. È, al netto del discutibile “sense of humour” di Ciangherotti, una presa di posizione per segnare una diversità di cui, come Partito Democratico, andiamo fieri” sottolinea ancora il Pd savonese.

“Le donne libere e intelligenti e forti non hanno colore politico mentre, questo, sembra averlo un certo atteggiamento che sfuma pericolosamente in un “machismo” di cui, di certo e di nuovo, non se ne sente mancanza. Atteggiamento che, senza voler fare di tutta l’erba un fascio, a volte si accompagna ad una lettura del mondo, della società e della persona “ristretta” e “monocorde” e solo apparentemente ancorato a sani valori tradizionali.
“È questione di una visione del mondo, della società, della persona, appunto. È questione, soprattutto, di non prescindere mai dal riconoscimento, sempre e comunque, di quel principio di uguaglianza, basato sul valore della dignità che è propria di ciascuna persona, che sta alla base della nostra democrazia e che, per noi, funziona da “anticorpo” contro ambigue e pericolose derive quantomeno “discriminatorie”. È questione di educazione, anche politica” conclude il Pd provinciale.