
Finale Ligure. In occasione della Giornata della Memoria, il Centro Studi Costituzione e Democrazia, con il patrocinio di ANPI e dell’Unione dei Comuni del Finalese, organizza una serie di eventi per non dimenticare le vicende che hanno segnato questo triste capitolo della nostra storia.
Dal 24 gennaio al 29 gennaio 2017 è organizzata una Mostra sui Lager nazisti presso i locali della Ex Farmacia Comunale in Finalmarina, Via Ghiglieri. Ingresso libero.
Il 27 gennaio 2017 alle ore 9.00 presso il Salone della Scuola Primaria di Finale Ligure in via Brunenghi con le classi V ed il 1 marzo 2017 alle ore 9.00 presso l’Aula Magna Plesso Scuola Media “Aycardi-Ghiglieri” di Finale con le classi III hanno luogo due incontri nei quali si parlerà di Shoah e dello sciopero del 1°marzo 1944. A seguire, pellegrinaggio degli alunni alla Lapide dei deportati Piaggio sul lungomare di Finalmarina.
Venerdì 27 gennaio 2017, alle ore 21, in occasione delle celebrazioni per la Giornata della Memoria 2017, Associazione culturale Baba Jaga ospita, presso l’Auditorium Santa Caterina di Finalborgo, lo spettacolo di e con Pino Petruzzelli “Zingari-L’olocausto dimenticato” per la Stagione 2016/17 del Teatro delle Udienze, sostenuta dalla Compagnia di Sanpaolo e patrocinata dall’Unione dei Comuni del Finalese – Città di Finale Ligure.
La mattina presso l’Auditorium di Santa Caterina, alle ore 10, va in scena lo stesso spettacolo per i ragazzi delle scuole.
La celebrazione della Giornata della Memoria diviene un momento importante di commemorazione e riflessione collettiva grazie ad una voce d’eccezione del panorama teatrale nazionale, in uno spettacolo di indiscussa rilevanza, prodotto da Centro Teatro Ipotesi e XXXVIII Festival Teatrale di Borgio Verezzi in collaborazione con Teatro Stabile Di Genova.
Un monologo intenso e sorprendente, che pone l’accento su un punto di vista spesso dimenticato di quella oscura pagina di storia: “Più di 500.000 zingari sono stati uccisi nei campi di sterminio nazisti. Una storia dimenticata. Una storia non ancora scritta. Raccontarla è un atto dovuto”.