Siamo quasi arrivati alla fine di una brutta sceneggiatura, il presidente Bertolotto sta per essere sfiduciato ma dietro questo atto non vi è nulla di politico, solo meri calcoli elettorali. Rifondazione comunista dopo aver votato ogni decisione della giunta (in cui era presente con l’ ex assessore Filippi) anche le più nefaste per lavoratori e ambiente, vedendo la barca affondare salta sulla prima scialuppa di salvataggio disponibile, facendo un generico richiamo alla base.
Siamo però costretti ancora a notare quanto alle parole mai seguano i fatti. L’assessore espressione del Prc infatti non si è dimesso ma è stato Bertolotto a togliergli le deleghe. Rimaniamo basiti nel leggere sulle cronache giornaliere che la crisi nasce dal mancato rispetto del programma da parte del presidente
provinciale, ci chiediamo come si fa a richiamarsi alla base e dichiararsi alternativi al PD se si condivide e si rivendica lo stesso programma?
Non crediamo che l’alternativa necessaria per i lavoratori di questo paese e nel caso specifico della nostra provincia, possa essere rappresentata da chi governa nel capoluogo provinciale e nulla fa per salvare la Margonara, per bloccare la costruzione dell’Aurelia bis o che si presta ad inaugurare il Crescent.
Noi che da sempre lottiamo al fianco dei lavoratori per salvare migliaia di posti di lavoro che siano quelli della Ferrania o quelli delle altre fabbriche in crisi chiedendone la nazionalizzazione, che siamo contro ogni speculazione edilizia a Savona come a Finale nelle aree Piaggio o a Pietra Ligure con i cantieri Rodriguez e le aree del Santa Corona e che da sempre rivendichiamo un ruolo coerente di opposizione, vogliamo anche in provincia rappresentare la vera alternativa.
Simone Anselmo,
Partito Comunista dei Lavoratori
Comitato provinciale di Savona